Niente fondi contro l’erosione

Cuglieri, Comune impotente per i crolli nella spiaggia di S’Archittu

CUGLIERI. Flagellata dai venti e dall’acqua, la parete calcarea che si affaccia di fronte all’arco naturale di S’Archittu continua a sgretolarsi, e i pezzi che si staccano cadono nell’arenile sottostante creando situazioni di pericolo a quanti vi sostano per godere del mare incontaminato dell’insenatura, o vi transitano per pescare dalle rocce.

Ma quel tratto di spiaggia, dal 1998 è interdetto alla sosta, al transito e alla balneazione a causa del pericolo rappresentato dalla caduta dei massi. A stabilire il divieto è un’ordinanza della guardia costiera emessa, appunto, nel luglio del 1998. Da allora solo il controllo effettuato dagli agenti della polizia locale di Cuglieri ha prevenuto possibili situazioni di pericolo per le persone.

Di azioni risolutive per mettere in sicurezza l’intera area, neppure a parlarne: la situazione è sempre la stessa e i crolli, a cadenza pressoché regolare, continuano a verificarsi. Come l’ultimo che qualche giorno fa ha scaricato un cumulo di pietrisco sull’arenile.

La competenza dell’area è del Comune, ma di fondi per realizzare lavori di contenimento tesi a bonificare la parete da altri possibili crolli, non ce ne sono quindi, l’unica strada percorribile per prevenire eventuali incidenti è quella di segnalare la situazione di pericolo con apposita cartellonistica.

Esattamente quello che è stato fatto: «Sono anni - dice il sindaco Andrea Loche - che si conosce il problema. Non ha caso la Capitaneria di porto ha emesso un’ordinanza di interdizione di quel tratto di arenile. Sappiamo bene che sarebbero necessari alcuni interventi, come “grattare” la parete per far cadere i pezzi di pietra pericolanti. Ma si tratta di interventi complessi e costosi che devono essere realizzati nel rispetto delle normative che tutelano l’area».

L’amministrazione, periodicamente, provvede a installare la cartellonistica che indica la situazione di pericolo ma c’è sempre qualcuno che non la guarda nemmeno, o che si diverte a farla “sparire”.

«Sono anni - conclude Loche - che il Comune mette cartelli e transenne per delimitare l’area e regolarmente qualcuno le fa sparire. Le transenne sono state anche gettate in acqua da qualche buontempone che evidentemente è refrattario a rispettare le regole. Al momento più che evidenziare la situazione di pericolo latente non possiamo fare». Della serie: uomo avvistato mezzo salvato. Che tradotto, significa: chi transita o sosta nella zona interdetta, visto che è segnalata da un cartello verticale ben visibile, lo fa a suo rischio e pericolo.

Piero Marongiu

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