Riforma enti locali, Laconi si interroga su alleanze e confini
Con il nuovo assetto si ripropone il dilemma del paese L’intero Sarcidano è ritornato infatti sotto Cagliari
LACONI. Provincia di Oristano, restare o andar via. Questo è il dilemma per la comunità all’indomani dell’approvazione della legge di riordino degli enti locali, che inevitabilmente induce ad un’attenta riflessione.
Laconi che nel 1995, dopo un referendum popolare che aveva visto oltre il 95 per cento dei cittadini votare per l’aggregazione alla provincia di Oristano, vede oggi accendersi il dibattito politico sulla questione, in particolare dopo il passaggio di Genoni alla nuova provincia del Sud Sardegna nella quale si riunifica il territorio del Sarcidano, con la sola eccezione di Laconi che resta aggregato alla provincia di Oristano.
La legge prevede l’obbligo per i comuni di aderire ad una Unione e Laconi in tal senso, sin dal 2008, ha tentato, invano, l’adesione all’Unione dei Comuni dell’Alta Marmilla. Adesione mai concretizzata a causa della resistenza di alcuni comuni che di fatto hanno esercitato una sorta di “diritto di veto”, come denunciato dall’allora sindaco Paolo Pisu. Un’ estenuante battaglia durata anni e conclusasi con la resa da parte di Laconi e la conseguente richiesta di adesione alla Comunità montana di Isili, nell’ambito di quei paesi , inseriti oggi con la riforma degli enti locali nel Sud Sardegna, con i quali gestisce alcuni servizi in forma associata.
La questione è dunque più che mai attuale e i gruppi consiliari di minoranza “Insieme per Laconi” e “Laconi bene comune” che sottolineano il totale silenzio dell’amministrazione sull’argomento e la mancata e dovuta informazione ai cittadini, hanno convocato unitariamente, per sabato pomeriggio alle 17,30 presso il Centro culturale, un’ assemblea pubblica.
«Riteniamo che decisioni di questo tipo – dicono i promotori – debbano essere condivise con tutti i cittadini, in considerazione degli effetti che scelte di questo tipo avranno nella vita di tutti noi per tanti anni”. L’assemblea di sabato sarà soltanto la prima di una lunga serie di iniziative di confronto sulla questione. I divorzi non sono mai facili
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