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Oristano

Francesco, il virtuoso del kite

Francesco, il virtuoso del kite

Giovane di Cabras dopo aver conquistato il titolo italiano va a caccia del mondiale

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CABRAS. È il sogno dell’uomo dalla notte dei tempi. In antichità era solo un desiderio, una follia. Volare era impossibile per colpa dei limiti di una tecnica poco evoluta. Una volta colmata la differenza tra la fantasia e la capacità, la strada del cielo si è spalancata davanti agli occhi di piloti, paracadutisti e da qualche tempo anche ai kite-surfers, i funamboli della tavola a vela più estrema tra quelle che solcano il mare. Il kite-surf, oltre alle onde e al sapore di salsedine, permette di provare l’ebbrezza di sconfiggere la gravità. E di farlo con stile, anche se solo per qualche istante. Uno degli ultimi a spiccare il volo tra gli interpreti di uno sport che si diffonde a macchia d’olio è stato sicuramente il giovanissimo Francesco Contini, virtuoso del kite-Surf di appena 15 anni che da 4 ha iniziato a muovere i primi passi di una carriera sportiva nata con i migliori auspici. Francesco è il campione italiano della categoria “freestyle” tra gli junior, i cuccioli di surfista capaci di acrobazie che farebbero sgranare gli occhi a qualsiasi docente di fisica. E infondo, il senso del freestyle è proprio questo: «Sono manovre che si fanno per arrivare a comporre le figure più spettacolari», racconta Francesco Contini, «tra le mie preferite c’è il front line mobe, una sorta di capriola all’indietro, e il blind judge 5, un avvitamento sulla barra che comanda la vela». Detta così è difficile da capire fino in fondo: si tratta di acrobazie compiute mentre si vola a grande velocità, e spesso anche a grande altezza, attaccati a una vela che non supera i dieci metri quadri e che viene tenuta in tensione da un gonfiabile che ne impedisce l’affondamento, nel caso si finisca in acqua. Gli ingredienti per uno sport da amare ci sono tutti, come gli spot in cui praticarlo. «Mi sono avvicinato a questo sport grazie alla scuola Extreme kite friends company che mio padre ha aperto nel suo chiosco, a Mari Ermi – spiega Francesco – e da allora ho deciso di abbandonare il calcio per dedicarmi al kite». E la scelta, visti i risultati, si è rivelata vincente. Francesco ha iniziato a girovagare per la Sardegna in cerca del vento giusto e di qualche dritta per affinare un’arte che l’ha portato alla conquista del titolo italiano e a caccia del mondiale in Francia. Le case che producono le attrezzature per il kite-surf si sono accorte del giovane cabrarese che è già testimonial di Slingshots Sports, Mystic Boarding e Ride Engine.(c.z.)

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