Ponte sul Tirso, apertura anticipata ma era illegittima
Sedilo, divelte le sbarre poste per i lavori di sicurezza Oggi le ultime verifiche, il via libera sarà a senso alternato
SEDILO. Apertura anticipata del ponte sul Tirso, ma all’insaputa della Provincia.
Qualcuno ha divelto una delle due sbarre che dal 25 gennaio ostruivano il passaggio per consentire a tecnici e operai di eseguire i lavori di messa in sicurezza del tratto di strada che scavalca il fiume all’altezza del diciassettesimo chilometro della provinciale 24. Un’iniziativa improvvida, che poteva mettere a rischio l’incolumità degli automobilisti ignari che la riapertura non fosse stata disposta dall’ ente intermedio e dell’autore stesso della bravata. Qualcuno che si è preso la briga di scardinare la transenna fissata all’asfalto, buttandola in cunetta. L’episodio risalirebbe a martedì, giorno fissato per la riapertura del ponte. Ma il settore viabilità, che aveva ultimato l’intervento il giovedì precedente, aveva deciso di procrastinare la riapertura per dare modo al cemento di rapprendere e di conseguire la giusta consistenza. Lo scopo era di evitare che le sollecitazioni dei veicoli compromettessero il risultato dell’opera di rinforzo strutturale eseguita nella parte inferiore del ponte, dove sono stati ricostruiti i pilastri danneggiati e realizzate otto strutture di sostegno. Una soluzione che tuttavia non può avere carattere definitivo per un viadotto di quasi cent’anni che riporta i segni evidenti del tempo, dell’erosione dell’acqua e della continua pressione del traffico. Per questa ragione su quel tratto stradale non sarà più ripristinato il doppio senso di circolazione. L’orientamento dell’ente intermedio, infatti, sembra essere quello di istituire in via permanente il senso unico alternato sul lato destro del ponte. L’accorgimento era stato adottato la scorsa estate per tentare di preservare da ulteriori sollecitazioni la corsia sinistra, corrispondente alla parte più instabile dell’infrastruttura. Già oggi i tecnici dovrebbero effettuare il sopralluogo per verificare lo stato e la tenuta del cemento e dare o meno l’autorizzazione al transito dei veicoli, per i quali rimarrà sempre in vigore il limite delle due tonnellate di massa complessiva. La sicurezza, tuttavia, potrà essere garantita solo da una terapia d’urto: o la demolizione e la ricostruzione ex novo del ponte, su cui però sembrano gravare dei vincoli, o una poderosa ristrutturazione. In ogni caso serviranno almeno due milioni di euro, soldi che né la Provincia, né la Regione hanno.
Dell’episodio di danneggiamento si occuperà il Corpo forestale, che ha effettuato un sopralluogo ieri mattina durante il consueto giro di perlustrazione.
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