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Oristano

L’accorpamento tra “piccoli” non piace

L’accorpamento tra “piccoli” non piace

Il sindaco di Arcidano rigetta l’ipotesi sul “matrimonio” per i centri sotto i 5mila abitanti

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ARCIDANO. La proposta di accorpare i comuni sotto i 5 mila abitanti fa parlare, soprattutto qui. Anche il comune di San Nicolò infatti, con sottoscrizione da parte del sindaco Emanuele Cera, aderisce all’iniziativa avanzata dall’Associazione piccoli comuni contro la proposta di legge Lodolini con cui si vogliono accorpare i Comuni con popolazione inferiore ai 5 mila abitanti. I sindaci dei piccoli comuni sono nettamente contrari ad un accorpamento che di fatto li obbligherebbe a gestire insieme tutte le funzioni fondamentali dell’attività amministrativa. «Sono contrario ad un’iniziativa di questo genere – spiega il primo cittadino Cera – vanno bene le Unioni di Comuni, ma le fusioni proprio no. Ogni ente, ha la propria situazione, la propria storia, e non si possono “unire”, con un clic, popolazioni indipendenti da centinaia di anni e togliere loro l’autonomia amministrativa». Una piccola rivoluzione che non piace neanche ai residenti, si parla di perdita di identità, di realtà ed esigenze diverse che se unite non farebbero altro che appesantire l’azione amministrativa a discapito dei servizi ai cittadini. Nei piccoli centri i cittadini si rivolgono al sindaco per qualsiasi problema e nel sindaco si vede l’ultimo baluardo, diventa quindi impensabile affidarsi ad una persona esterna che non conosce la realtà come chi vi è nato e cresciuto. «Io non sono contro le aggregazioni quando vanno a migliorare i servizi per i cittadini, non sono contro le unioni, ma quello che non ci meritiamo è la scomparsa della rappresentanza politica di una comunità e non accetto che venga imposta dall’alto una norma basata sui numeri degli abitanti. Se l’aggregazione serve migliorare la qualità della vita, ben venga, ma deve partire dal basso – prosegue Cera – la fusione potrebbe essere un modo per risparmiare risorse, ma i risparmi si fanno sull’ottimizzazione dei servizi, non abolendo qualche consiglio comunale, invece così si rischia di perdere la partecipazione democratica».

La proposta è destinata a far parlare e discutere oltre che i rappresentanti delle amministrazioni anche e soprattutto i cittadini.

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