Il Tar dà ragione al Consorzio Monte Arci
Accolto il ricorso contro la delibera regionale che aveva relegato in coda la domanda per fondi Por
ORISTANO. Nella graduatoria dei finanziamenti per i “progetti di pronta cantierabilità” del Fondo europeo di sviluppo regionale 2007-2013, quello presentati dal Consorzio di gestione del parco naturale del Monte Arci erano finiti in coda. Con motivazioni contenute nella delibera della giunta regionale il 13 gennaio 2015, considerate come minimo contraddittorie. A esprimere questo giudizio di contradditorietà è il Tribunale amministrativo regionale, che ha accolto il ricorso presentato dal Consorzio, che aveva preso atto che la domanda era stata dichiarata ammissibile ma spostata in coda, rispetto all’ordine cronologico di arrivo, con questa motivazione: “non coerente in quanto la linea di attività 5.1.2.1. è dedicata ai centri urbani maggiori.... tuttavia coerente con la linea di attività 5.2.1.a”. Il Consorzio, attraverso l’avvocato Piero Franceschi, aveva chiesto l’annullamento della determinazione con cui il responsabile del procedimento del Servizio interventi nel territorio dell’assessorato regionale ai Lavori pubblici aveva approvato la graduatoria. Il Tar ha ritenuto fondato il ricorso rilevando che l’incompletezza della domanda, lontano da provocare la non ammissione al finanziamento richiesto, «costituisce il presupposto per il dovere di soccorso istruttorio, che richiede all’amministrazione non solo la rettifica di dichiarazioni erronee o incomplete, ma eventualmente anche di produrre esibizioni documentali». Insomma, se la documentazione non è precisa, l’ente deve mettere l’interessato nelle condizioni di aggiustare il tiro. Questo perchè «il soggetto potrebbe risultare in concreto il migliore per soddisfare le necessità per cui è stata avviata la procedura». E le necessità erano portare avanti progetti immediatamente cantierabili nei settori del risparmio energetico, dissesto idrogeologico, itinerari culturali, salvaguardia del patrimonio architettonico e riqualificazione dei centri minori. Accertato che il progetto era coerente, si sarebbe dovuto ammettere la domanda secondo l’ordine cronologico previsto dalla procedura, «e non creando – parole del Tar – una nuova e inesistente fattispecie di “ammissione in coda”». Risultato: annullamento della graduatoria nella parte in cui spostava “in coda” il Consorzio del Monte Arci, che può quindi attingere ai fondi senza aspettare la fine della lista dei progetti ammessi.
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