Arriva un po’ di pioggia e le fogne non reggono
Bosa, con i primi acquazzoni dell’anno problemi in molte parti dell’abitato La protesta: «Abbiamo segnalato il problema ad Abbanoa, inutilmente»
BOSA. Le forti piogge dei giorni scorsi hanno garantito nuova linfa vitale al Temo dopo mesi di siccità e calma piatta, tanto che in poche ore il corso d’acqua che attraversa Bosa si è gonfiato limaccioso senza peraltro arrivare neanche al primo limite di guardia. Ma regalando uno spettacolo a cui molti non hanno voluto rinunciare dal Lungotemo.
Gli acquazzoni piombati a Bosa tra domenica notte e lunedì mattina hanno però creato anche più di un problema, e non solo agli automobilisti in transito tra strade costellate di pozzanghere. Ne sanno qualcosa gli abitanti dei piani bassi di alcune palazzine che si affacciano sulle vie Azuni, Ciusa e Lamarmora. Che ieri hanno richiesto l’intervento di un autospurgo di una ditta privata e di quello di Abbanoa per cercare di sbloccare una situazione che oltre a disagi ha creato anche danni in uno studio medico ed in alcuni negozi.
Le prime avvisaglie che qualcosa non funzionava nel sistema di acque nere all’incrocio tra le tre vie centrali di Bosa arriva verso mezzanotte e mezzo. Quando, dopo un fortissimo acquazzone che ha investito la zona, i reflui invadono la strada, e non solo.
«Nella mia abitazione ho dovuto mettere un grosso tappo di sughero al tubo di scolo della doccia. Ma avevo paura che le acque reflue potessero uscire dai servizi», racconta un abitante ieri mattina. Perché, ancora una volta dopo un acquazzone, l’acqua ha nuovamente invaso il cortile interno di uno stabile che si affaccia su via Azuni, e di alcuni esercizi commerciali di via Lamarmora.
«Stamattina quando sono arrivata allo studio, che stiamo ristrutturando proprio in questi giorni, l’ho trovato allagato», spiega il medico Anna Maria Milia, intenta insieme ad altri collaboratori a ripulire da acqua, fango e detriti i locali.
«Solo ieri era stato sistemato lo stipite di una nuova porta, sarà un lavoro da rifare. Senza contare i danni ai mobili», spiega la giovane dottoressa mentre mostra il livello raggiunto dall’acqua all’interno dello studio.
Pochi metri e in via Lamarmora sono due gli esercizi commerciali dove proprietari e personale hanno indossato guanti e imbracciato scope e stracci per cercare di liberare dall’acqua i locali commerciali. «Non ci aspettavamo una cosa del genere», racconta Gennaro, titolare di Giemme Calzature, mentre mette da parte le scatole di scarpe ormai imbevute e da buttare. Nella zona ieri mattina sono arrivati i vigili urbani e il sindaco Luigi Mastino, che ha richiesto l’intervento di Abbanoa. Pare che a causare il problema sia stato un tratto di condotta intasato. «Più volte abbiamo segnalato al comune e ad Abbanoa il problema, ma nessuno è intervenuto», lamentano intanto abitanti e commercianti. Che sperano quantomeno nella clemenza del tempo.
Alessandro Farina
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