La Nuova Sardegna

Oristano

L’ex capoluogo guarda verso Cabras e Arborea

di Enrico Carta
L’ex capoluogo guarda verso Cabras e Arborea

Dopo la chiusura della Provincia il Comune valuta le ipotesi di aggregazione L’Unione dei Comuni Fenici non convince più. Meglio cittadine più popolose

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ORISTANO. Lo chiamano riordino degli enti locali, ma sembra di essere finiti dentro un labirinto in cui per trovare l’uscita c’è bisogno di un senso dell’orientamento non comune. Oristano ha già dovut dire addio alla Provincia, oggi commissariata, e dovrà a breve scegliere la sua sorte. Da soli non si può restare, perché l’abolizione delle criticate province alla fine porterà alla nascita di una serie di enti locali da “terra di mezzo”, sperando che non sia “terra di nessuno”. Per avere forza, peso e di riflesso soldi, servono anche numeri. Più piccoli sono e più bassa è la possibilità di arrivare a portare a casa finanziamenti interessanti che consentano di mantenere in vita quel po’ di economia che anche gli enti pubblici fanno girare.

E allora bisogna guardarsi intorno e scegliere che strada prendere e soprattutto con chi andare. Nei giorni scorsi la giunta comunale ha iniziato a ragionarci su. Niente di deciso ovviamente, ma qualche crocetta sulla mappa è già stata messa, tanto che la giunta Tendas, forse con l’eccezione proprio dello stesso sindaco che è invece ancora possibilista, sembra aver dichiarato un gradimento basso per la direzione presa nei mesi scorsi.

Si era infatti cercato di sondare il terreno per capire se l’ingresso di Oristano nell’Unione dei Comuni Fenici di cui fanno parte Santa Giusta, Palmas Arborea, Cabras, Villaurbana e Riola Sardo, fosse l’idea migliore. Qualche dissonanza politica, qualche scarsa empatia personale e soprattutto la dimensione alquanto ridotta di questi comuni lascerebbe però sul campo molti, moltissimi dubbi.

Le Unioni dei Comuni viaggiano assieme per la progettazione che porta poi alla partecipazione ai bandi e da lì all’assegnazione dei finanziamenti. Le esigenze dell’ex capoluogo e degli altri cinque comuni così assortiti sarebbero quindi troppo discordanti. A esporre la sua contrarietà a quest’ipotesi sarebbe stata – non da sola – l’assessore alla Programmazione, Giuseppina Uda. La quale avrebbe poi pensato a una strategia differente che veda i Comuni più popolosi dell’ex provincia costituire una nuova aggregazione.

E allora ecco spuntare all’orizzonte, probabilmente ancora a loro insaputa, Cabras e Arborea. L’ex capoluogo e i due Comuni conterebbero vieppiù 46mila abitanti e con un’ulteriore aggiunta si arriverebbe al fatidico numero di 50mila che garantirebbe un peso notevole per l’accesso ai finanziamenti pubblici. Fantapolitica? Al momento sì, anche perché Cabras fa parte proprio dell’Unione dei Comuni Fenici dalla quale dovrebbe uscire. Ma chissà che le onde del sasso lanciato non si propaghino anche nelle acque delle lagune.

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