La Nuova Sardegna

Oristano

IL COMMENTO

Buone notizie che arrivano da una falsa

Roberto Petretto
I giardini di viale Repubblica
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I giardini di viale Repubblica

Extracomunitari senza colpe ma denunciati: le riflessioni dopo i fatti di viale Repubblica

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ORISTANO.È una notizia che dà fiducia quella della denuncia di un signore oristanese che si era inventato un'aggressione da parte di cinque ragazzi di colore per mascherare il piccolo pasticcio che aveva combinato con il proprio smartphone durante la navigazione su siti hard.

Dà fiducia perché fa uscire fuori una parte di società che non si era fatta trascinare, nei giorni in cui era stata diffusa la notizia dell'aggressione bufala, nell'ormai consueto circo di commenti razzisti, forcaioli, in alcuni casi palesemente nazisti. Lo sfogatoio del web, a cui le redazioni dei giornali faticano a dare una veste pubblicabile, in un quotidiano e sisifeo sforzo, aveva raccolto insulti, auspici di punizioni drastiche e deportazioni rapide. In redazione la notizia era apparsa da subito inverosimile.

A Oristano circolano gruppi di ragazzoni provenienti dall'Africa. Qualcuno vende delle chincaglierie, qualcun altro chiede l'elemosina. Molti arrivano in treno al mattino dal cagliaritano e ripartono la sera. Però immaginarli che formano un gruppo d'azione, vanno ai giardini di viale Repubblica e aggrediscono un quasi quarantenne, lo buttano e terra e gli portano via il telefonino, era apparsa da subito circostanza quantomeno strana.

Infatti la notizia era stata data in termini molto prudenti e dubitativi. Molti altri, invece, non erano stati percorsi dal dubbio e l'occasione era stata propizia per scagliarsi contro i delinquenti invasori di colore. La notizia che l'aggressione era stata inventata ha invece dato voce agli "altri", spesso sovrastati dalle urla più violente.

Ma la notizia della denuncia è positiva anche per un altro aspetto: perché le forze dell'ordine, i carabinieri in questo caso, hanno impiegato energie, risorse e tempo per un'indagine che andava in una direzione diversa rispetto a quella tracciata in origine.

Forse sarebbe stato più comodo per tutti prendere per buona la prima versione. Avrebbe identificato un "nemico" facile e riconoscibile. Invece i carabinieri non hanno creduto alla storia, hanno scavato e portato il maldestro navigatore del web a confessare la propria invenzione.

Oristano non è una banlieue parigina, un sobborgo malfamato dove tutto è permesso. E i carabinieri ci tenevano a dimostrare anche questo con una indagine che molti dei "razzisti da tastiera" non avrebbero neppure iniziato.

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