Parte la bonifica all’ex Isola di via Olbia
Eliminati temporaneamente i sigilli per consentire la rimozione dell’amianto e dei rifiuti
ORISTANO. Via i sigilli, ma solo temporaneamente. Il giudice autorizza l’ingresso degli operai nello stabile dell’ex Isola, l’ente regionale per la promozione dell’artigianato artistico diventato una bomba ecologica. La struttura di via Olbia sarà bonificata, facendo così seguire atti concreti alle prime disposizioni. Non che ci fossero molte alternative dopo l’intervento della magistratura, ma c’era il rischio concreto di scontrarsi con la lentezza della burocrazia.
In questo caso, dopo la segnalazione e l’apertura di un fascicolo d’inchiesta contro ignoti per inquinamento e deposito non autorizzato di rifiuti, il sindaco Guido Tendas aveva emesso l’ordinanza che obbligava l’ente possessore dello stabile –a la Regione – ad avviare la bonifica. A sua volta il primo cittadino, responsabile della salute pubblica, aveva agito dopo il blitz della sezione di polizia giudiziaria della Guardia Forestale che ieri mattina era di nuovo in via Olbia. Stavolta per togliere i sigilli in modo da consentire agli operai della ditta incaricata dalla Regione di iniziare le operazione di bonifica dell’edificio.
Molteplici sono gli interventi da eseguire. Inizialmente si metteranno in sicurezza alcuni muri e le recinzioni, subito dopo si provvederà a rimuovere la notevole quantità di amianto presente nelle coperture della sede, abbandonata da anni e dimenticata nel momento in cui l’Isola ha cessato di esistere e iniziato a vivere nel limbo degli enti regionali senza più una guida.
Successivamente verranno portati via i rifiuti e ci si occuperà anche dello smaltimento di questi. Nella struttura infatti non sono presenti solo macchinari e rifiuti prodotti dall’attività di un tempo. I soliti ignoti e incivili avevano infatti scambiato l’ampio giardino per una discarica, riuscendo a liberarsi impunemente di materiali di vario tipo.
Tecnicamente la struttura resta sotto sequestro e i sigilli sono destinati a ricomparire non appena termineranno le operazioni di bonifica. L’inchiesta coordinata dal pubblico ministero Andrea Chelo è infatti ancora in fase embrionale e mira a trovare i responsabili della struttura e quindi dell’inquinamento. Non è un’impresa semplice perché le tracce della paternità della gestione dell’ex laboratorio dell’Isola si sono perse nel momento in cui è avvenuta la dismissione dell’ente. (e.c.)
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