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Oristano

Attentato al sindaco, svolta vicina L’autore ripreso dalle telecamere

di Alessandro Farina
Attentato al sindaco, svolta vicina L’autore ripreso dalle telecamere

Bosa, al vaglio dei carabinieri il sistema di sorveglianza delle strade vicino alla casa di Luigi Mastino L’intimidazione a novembre 2015: vennero date alle fiamme l’auto del primo cittadino e della moglie

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BOSA. Possibile svolta nelle difficili indagini per individuare chi, nel novembre del 2015, ha dato fuoco all’auto del sindaco di Bosa Luigi Mastino ed a quella della moglie Costanza Merella, parcheggiate sotto l’abitazione del primo cittadino, in due diverse vie nella zona del Lungotemo, a due passi dalla centrale Piazza Monumento. Da giorni i Carabinieri della compagnia di Macomer, guidati dal capitano Giuseppe Pischedda, analizzano tutti gli elementi a disposizione per risalire agli autori, o autore saranno le indagini a stabilirlo, del raid incendiario di fine 2015.

In particolare l’attenzione dei militari si è accentrata sulle registrazioni di diverse videocamere di sicurezza collocate lungo i possibili percorsi dei malviventi. «In questi mesi sono state analizzate le immagini estrapolate dalle telecamere che si trovavano in funzione lungo le strade di Bosa e, dopo avere definito il percorso effettuato a piedi dall'attentatore, è stata trovata una telecamera che, per le circostanze di tempo e di luogo, potrebbe avere ripreso l'individuo responsabile dei gravissimi fatti contro il primo cittadino di Bosa», conferma il capitano Giuseppe Pischedda.

Il riserbo però resta massimo su qualsiasi altro particolare delle indagini, e non viene fornito per ora alcun elemento sul soggetto possibile autore del raid. Mentre sono ancora in corso le verifiche finalizzate a dare nome e volto all’individuo ripreso dalle telecamere. Potrebbe trattarsi, appunto, della persona che ha dato fuoco all’Alfa Romeo del sindaco, parcheggiata in via Lamarmora, ed alla Fiat 500 nuovo modello della Moglie Costanza, parcheggiata a qualche metro di distanza sul Lungotemo. Entrambe ridotte in cenere in piena notte a novembre 2015. Un gesto che aveva sollevato immediatamente un fortissimo sdegno, mentre al sindaco e alla famiglia Mastino sono arrivate nei giorni seguenti numerosi attestati di solidarietà, da semplici cittadini come dai massimi livelli ed esponenti delle istituzioni regionali.

Insomma le indagini non si sono certamente fermate di fronte agli ostacoli sul campo ed ora, con l’ausilio di tutte le migliori tecnologie a disposizione, in particolare quei filmati che sembrano dare indizi sul possibile autore dell’attentato incendiario, emergerebbe anche una precisa pista seguita dagli investigatori.

Si trattai di un primo passo importante che, al di là della comprensibile cautela dei Carabinieri, potrebbe portare presto a nuovi e forse clamorosi sviluppi con l’individuazione del responsabile del fatto, che ha alimentato un forte allarme sociale.

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