La Nuova Sardegna

Oristano

La pena alternativa? Lavorare per il Comune

di Michela Cuccu
La pena alternativa? Lavorare per il Comune

Operativa la convenzione tra l’amministrazione e il tribunale del capoluogo L’imputato condannato può essere impiegato gratis nell’amministrazione

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ORISTANO. Il giudice di Pace potrà condannare un imputato a lavorare gratis per il Comune. Lo stabilisce una convenzione che l’amministrazione comunale ha deciso di stipulare con il Tribunale di Oristano e che allarga le possibilità delle cosiddette pene alternative. La legge, in vigore da quasi sedici anni, stabilisce infatti che un Giudice di Pace, su richiesta dell’imputato, possa applicare la pena del lavoro di pubblica utilità. In altre parole si può chiedere, perché appunto è l’imputato a doverne fare specifica richiesta, di essere condannati a svolgere gratuitamente per Stato, Regioni, Province, Comuni, enti, organizzazioni e associazioni di volontariato, i più svariati lavori. Si va dalle piccole manutenzioni al giardinaggio, ma anche opere per la tutela della natura e di prevenzione e lotta del randagismo. Si può scontare la pena anche lavorando gratis per la Protezione civile o a favore di organizzazioni che si occupano di assistenza sociale per i portatori di handicap, tossicodipendenti, malati e anziani, solo per fare qualche esempio.

A Oristano, dove questa opportunità è già una realtà da tempo (infatti si possono scontare pene lavorando gratis per alcune associazioni del volontariato) ora si aggiunge un’ulteriore possibilità di scontare la pena alternativa, appunto, lavorando gratis per il Comune. La delibera, votata all’unanimità dalla Giunta comunale su una proposta presentata dall’assessore ai Servizi sociali Maria Obinu, ha individuato il Centro “Spazio Giovani” come struttura dove si possa scontare una pena alternativa eseguendo piccoli lavori di manutenzione, giardinaggio, pulizie dei locali ma anche, collaborando con il personale dello stesso centro.

La convenzione, che durerà tre anni, consentirà di adibire ad un massimo di sei persone ai lavori di pubblica utilità in sostituzione della pena. Lavori che potranno essere svolti anche tenendo conto delle capacità e attitudini professionali del condannato. E siccome quando si svolge un lavoro per conto di un ente pubblico come il Comune non si può prescindere dalle coperture assicurative per malattie professionali, infortuni e responsabilità civile, gli uffici sono già al lavoro per individuare polizze collettive che potranno garantire da ogni eventuale rischio.

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