Aiuti per famiglie in difficoltà Stabilita la divisione dei fondi
ARCIDANO. Un piccolo aiuto per tante famiglie in difficoltà. Approvate dalla giunta comunale le direttive per la ripartizione dei fondi per le povertà estreme. Nel corso dell’ultima seduta la giunta...
ARCIDANO. Un piccolo aiuto per tante famiglie in difficoltà. Approvate dalla giunta comunale le direttive per la ripartizione dei fondi per le povertà estreme. Nel corso dell’ultima seduta la giunta comunale ha approvato gli indirizzi attraverso i quali suddividere i finanziamenti regionali da attuare attraverso tre linee d’intervento: sostegno economico e progetti personalizzati di aiuto, contributi per l’abbattimento dei costi dei servizi essenziali, impegno in servizi di pubblica utilità. Per il contrasto alle povertà estreme complessivamente sono stati assegnati al Comune circa 5 mila euro da suddividere a discrezione dell’amministrazione comunale nelle tre linee d’intervento previste dalla Legge. «Purtroppo – commenta il sindaco Emanuele Cera – molti cittadini si rivolgono al Comune per essere inseriti in questi piani, ciò sta a significare che il tasso di disoccupazione è sempre alto e che anche se il compenso è minimo, questa forma di sussidio riesce a lenire, anche se marginalmente, i problemi delle famiglie». Dopo una attenta disamina delle domande pervenute, la giunta ha deciso di rivedere la ripartizione ed impegnare il 5% del totale per la linea a favore delle famiglie e delle persone che vivono in condizioni di povertà per un lungo tempo,almeno tre anni. Un altro 10% del totale per la linea che prevede l’erogazione di contributi in misura non superiore a 200 euro mensili per un arco temporale limitato, questo solo in caso in cui nel nucleo non ci siano persone con residuali capacità lavorative. Il restante 85% del totale è stato indirizzato per la linea che prevede l’impegno dei soggetti partecipanti al bando, in servizi di pubblica utilità. In particolare i beneficiari di questa linea si impegnano a svolgere lavori di pulizia delle strade, negli edifici comunali e piccoli lavori di manutenzione e giardinaggio. «Abbiamo optato per questa suddivisione – conclude il sindaco – perché siamo fortemente contrari alle forme di assistenza pure e perché crediamo sia più corretta la corresponsione di un compenso a seguito di una prestazione lavorativa».(c.d.)
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