Ananti, festival piccolo e vincente
L’evento letterario diffuso che si è svolto a Bauladu si è rivelato un successo
BAULADU. Bilancio positivo per la settima edizione di Ananti de sa Ziminera, il festival letterario diffuso che si è svolto lo scorso fine settimana: tutto esaurito per il concerto di Iosonouncane e record di presenze nelle strutture ricettive del paese. L'evento, organizzato dalla Consulta Giovani e dell' Associazione Jannaberta, con il patrocinio del Comune, dell'Unione dei Comuni Montiferru Sinis, e la collaborazione di tante associazioni e ha chiuso l'edizione 2016 con un bilancio estremamente positivoiguardo. Oltre millecinquecento spettatori hanno assistito le offerte proposte nelle sei sedi (distribuite tra case campidanesi, siti archeologici e spazi pubblici), che hanno ospitato gli eventi.
In scena diciassette ospiti tra autori e artisti: record di presenze per l'incontro di sabato tra la scrittrice nigeriana Noo Saro-Wiwa e Pierpaolo Capovilla, e per il concerto del cantautore Jacopo Incani (in arte Iosonouncane), andato di scena sabato, unico evento a pagamento della manifestazione. Un'organizzazione che ha funzionato in maniera perfetta, composta da 35 giovani del paese e una rete di 14 enti e associazioni, grazie alla quale tutto si è svolto nel modo migliore. Massimo Zamboni (cantante e chitarrista dei CCCP e CSI), nelle battute finali dell'incontro di chiusura del festival, ha detto: «Bauladu mi sembra un posto bellissimo vedere: la bellezza delle case, gli spazi verdi, tutto riflette un senso di ordine che si rispecchia nelle persone che ho incontrato e nel progetto del festival letterario»,
Positive anche le ricadute economiche sul territorio: le strutture ricettive del paese: i posti letto disponibili (42) sono stati occupati per tutto il periodo del festival; anche i due bar hanno lavorato a pieno ritmo e oltre 200 coperti sono stati serviti per la cena. Successo anche per l'iniziativa “Adotta un ulivo” (50 gli ulivi adottati). A tale proposito, è stato realizzato, in collaborazione con eloe.eu, un documento dal titolo “Perché organizzare festival culturali in un paese di 700 abitanti”, che offre un'interessante riflessione su come investire in cultura possa creare sviluppo sociale ed economico.
Piero Marongiu
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