La Nuova Sardegna

Oristano

Trovato un cadavere in un casello delle ferrovie

di Claudio Zoccheddu
Trovato un cadavere in un casello delle ferrovie

Morto da mesi, il corpo mummificato in una casupola tra Santa Giusta e Marrubiu Decesso per cause naturali. Si tratta di un ex fruttivendolo originario di S. Gavino

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SANTA GIUSTA. Per sfuggire alla società aveva scelto un casello ferroviario abbandonato, proprio davanti alle rotaie. Il chilometro 84 e 500 della tratta Cagliari – Oristano era diventata la sua casa e i quei 30 metri quadri scarsi dismessi dalle Ferrovie dello Stato e occupati abusivamente sono gli unici testimoni della morte di uomo di cui non sono state confermate le generalità.

Anche se non ci sono conferme ufficiali (sul corpo non sono stati trovati documenti) il corpo dovrebbe essere quello di Antonio Fulgheri, ex fruttivendolo del Medio Campidano che da più di vent’anni conduceva un’esistenza da eremita nelle campagne tra Santa Giusta e Sant’Anna. Il 60enne è stato trovato morto nel pomeriggio di ieri, poco dopo le 13. Nonostante fosse una persona schiva e scontrosa, negli anni trascorsi lungo la ferrovia era comunque entrato in contatto con i contadini della zona e proprio uno di loro, Giuseppe Faedda, ha lanciato l’allarme dopo aver cercato di rintracciare il senzatetto che non vedeva da mesi. Il presentimento del contadino è stato confermato dall’intervento della polizia ferroviaria e dei vigili del fuoco di Oristano che hanno trovato il cadavere di Antonio Fulgheri sul pavimento del casello ferroviario, avvolto in una coperta. Difficile comprendere le cause di un decesso avvenuto diversi mesi fa, forse proprio a ottobre dello scorso anno, come segnava il calendario appeso nell’abitazione di fortuna. Sull’ingresso dello stabile, una vecchia porta a due ante chiusa da una catena e da due lucchetti rivolti verso l’interno, non c’erano segni di effrazione e la serratura di fortuna è saltata solo dopo l’intervento dei vigili del fuoco.

Il senzatetto dovrebbe quindi essere morto per cause naturali diversi mesi fa, un lasso di tempo che ha permesso che il cadavere apparisse come mummificato. A ogni modo, le indagini della polizia scientifica e dalla squadra mobile di Oristano chiariranno le circostanze delle morte di un uomo che aveva fatto di tutto per nascondersi al mondo e che non aveva mai chiesto alcun aiuto: «Lo conoscevo di vista, ma non ho idea di come si chiamasse - spiega il sindaco di Santa Giusta, Antonello Figus -. Capitava di incontrarlo alla stazione di Oristano, o a Cagliari, sempre con sacchetti in mano. Al nostro Comune non ha mai chiesto nulla e non sapevo vivesse lungo la ferrovia».

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