Vecchie linee ferroviarie, l’alternativa è il turismo
Convegno a Tinnura con l’assessore regionale ai Trasporti, Deiana «Dovete puntare sulla mobilità dolce, anche usando i fondi europei»
TINNURA. C’è una tratta ferroviaria a scartamento ridotto di cui decidere il destino turistico oggi affidato al solo Trenino Verde. Questo il compito dopo un chiaro passaggio, drammatiche cifre alla mano, affidato dall’assessore regionale ai trasporti Massimo Deiana alla piena autonoma decisione degli amministratori locali. Questo emerge al termine del convegno “Innovando sui binari nelle terre degli Shardana” organizzato nell’ambito della nona giornata nazionale delle "Ferrovie non dimenticate." Ospitato ieri nel teatro di Tinnura, moderatrice Annalia Pintau, alla presenza degli amministratori del territorio e dei responsabili provinciale di Nuoro e regionale di Confcommercio. Tra Marghine e Planargia, con velleità di avvio di una rinnovata collaborazione politica ed economica emerge dall’intervento del sindaco di Macomer Antonio Succu, si snoda infatti il percorso del Trenino Verde, che partendo da Macomer tocca Sindia, Suni, Tinnura, Flussio, Magomadas, Tresnuraghes e approda (tagliandola in due) a Bosa Marina. Qui, in partenariato pubblico-privati, sono in arrivo 4,8milioni di euro di fondi dal bando regionale che prevede il recupero a fini turistici di stazioni e caselli oggi abbandonati. Linea su cui si intende aggiungere il transito degli innovativi ed ecologici mezzi a pedale del progetto By Rayl, nell’ambito della cosiddetta “mobilità dolce” che muove milioni di Europei ogni anno. Dopo gli interventi di saluto dei sindaci di Tinnura Maria Grazia Carta, Macomer Antonio Succu e Bosa Luigi Mastino, ed i temi affrontati dai relatori, si arriva quindi al più che trasparente discorso dell’assessore regionale ai trasporti. Che traccia un oggettivo scenario di attuali e futuri costi del trasporto turistico su rotaia da queste parti. Sulla Macomer-Bosa, non più tratta per trasporto di passeggeri dalla fine degli anni ‘80, il Trenino Verde compie in media (dal 2010 al 2015 gli anni di riferimento) 100 corse ogni dodici mesi, di cui 10 a noleggio. Con un numero di passeggeri che «non ha mai superato i tremila l’anno, e propende ai duemila», spiega Deiana. Per un costo di gestione, franco interventi straordinari, di circa 120mila euro all'anno, a fronte dei 30mila di incassi monetari. Sulla tratta inoltre pesa una stima di investimento di 12 milioni di euro per la imminente messa in sicurezza: fondi che la Regione non ha a disposizione chiarisce Deiana. «Ragionate per il futuro in termini di esclusivo utilizzo di uno di questi sistemi di locomozione e fate sapere alla Regione le vostre manifestazioni d’intenti», chiude Deiana.
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