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Gli studenti affascinati dalla figura di Pietro Mennea

Gli studenti affascinati dalla figura di Pietro Mennea

BARATILI. Ieri mattina, nel salone dell'ex cantina Madau, davanti a un pubblico composto in gran parte dai ragazzi della scuola primaria e secondaria dell'istituto comprensivo di San Vero Milis,...

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BARATILI. Ieri mattina, nel salone dell'ex cantina Madau, davanti a un pubblico composto in gran parte dai ragazzi della scuola primaria e secondaria dell'istituto comprensivo di San Vero Milis, diretto da Bonacattu Brasu, accompagnati dai loro insegnati, e alla presenza del sindaco Renzo Murru, Paolo De Angelis, magistrato con un brillante passato da atleta, ha presentato il libro su Pietro Mennea intitolato: “19”72. Il record di un altro tempo”. L'evento, organizzato dall'associazione Culture Festival presieduta dal musicista di Sanluri, Simone Pittau, fondatore dell'Orchestra da Camera della Sardegna, rientra tra quelli rivolti alla formazione dei giovani a 360 gradi, comprendente quindi non solo l'aspetto musicale ma anche quello ludico-sportivo. 19”72 è il tempo impiegato dal grande velocista di Barletta nei 200 metri piani corsi alle Universiadi del 1979 di Città del Messico, che gli valse il record mondiale, che resistette per ben 17 anni, ancora imbattuto a livello europeo. Il record precedente, 19.83, era dello statunitense Tommie Smith, stabilito nel 1968 ai giochi della 19esima olimpiade disputata in Messico.

Il Pietro Mennea raccontato da Paolo De Angelis, ha suscitato l'interesse dei ragazzi, rimasti affascinati dalla figura del campione non soltanto per i suoi innumerevoli meriti sportivi, ma anche per la sua dimensione umana, l'impegno sociale, quello politico e quello legato alle sue innumerevoli attività. Pietro Mennea aveva cinque lauree: Scienze Motorie, Lettere, Scienze Politiche, Giurisprudenza e Economia.

Con Paolo De Angelis, a tracciare la figura umana e sportiva di Mennea, c'erano due suoi grandi amici sardi: Angelo Cherchi, ex atleta in forza all'Amsicora, intellettuale e poeta e Gianfranco Dotta, anche lui ex atleta e allenatore. Angelo Cherchi, di Iglesias, riuscì a battere Mennea in una gara Ufficiale. «Era il 1968 - ricorda Cherchi - dalla Monteponi ero passato all’Amsicora. Mi confrontai con Pietro all’Arena di Milano nel campionato Nazionale Allievi, sulla distanza di 80 metri. Arrivai primo e Pietro secondo. Da allora nacque un’amicizia durata fino alla sua morte. Ogni volta che ci incontravamo, mi diceva: sei l'unico italiano che mi ha battuto».

«Mennea - dice Gianfranco Dotta, ex atleta dell’Amsicora - per la mia generazione ha rappresentato un esempio da seguire. Con il lavoro e il sacrificio, Ha dimostrato che si possono ottenere risultati straordinari». Mennea non ha mai amato il “sistema”: «Lui però - ha ricordato De Angelis - rompeva l'isolamento incontrando le scolaresche. Proprio come avvenuto qui oggi».

Piero Marongiu

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