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Oristano

Sanità nei territori periferici: da Modolo nuove critiche alla Asl

di Alessandro Farina
Sanità nei territori periferici: da Modolo nuove critiche alla Asl

Il primo cittadino Omar Hassan mette l’accento sulla chiusura di alcuni servizi di base «Al posto del centro prelievi un camper, medicina sportiva attiva sulla carta e pochi infermieri»

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MODOLO. «I cittadini meritano rispetto ed attenzione, soprattutto se si tratta di diritto alla salute, a prescindere dal fatto che vivano nella città metropolitana piuttosto che nella parte micropolitana della Sardegna. Se sacrifici ci devono essere, vadano ripartiti fra tutti». Così il sindaco di Modolo Omar Hassan, all’indomani della riunione tenutasi a Oristano per la Conferenza Territoriale Sanitaria sul tema delle ricadute gestionali e organizzative della riforma del sistema sanitario regionale negli ospedali di Bosa e Ghilarza.

Hassan traccia, prima di una serie di ulteriori richieste pubbliche, una impietosa radiografia delle criticità riscontrate in ospedale e nei locali servizi territoriali. A partire dal «centro prelievi chiuso da oltre un anno e sostituito da un camper», con servizio prima garantito tre volte al mese ed ora solo due, mentre negli ospedali di zona disagiata «il decreto Balduzzi prevede la presenza dell'emoteca« nella struttura ospedaliera.

Ancora, denuncia Hassan «da sottolineare l’interruzione dell'attività della commissione per le invalidità a Bosa con la Casa della salute che al momento sembra semplicemente una seconda sede, pagata con soldi pubblici, degli ambulatori dei medici di base, con la differenza che vengono impiegate 4 infermiere (2 al mattino e 2 al pomeriggio) che potrebbero fare cose più utili».

A queste critiche si aggiunge la denuncia del mancato decollo del servizio di Medicina dello Sport «per assenza delle strumentazioni necessarie (spirometro, l'elettrocardiogramma) e l’assenza da tempo di terapie strumentali nei locali che ospitano il centro di riabilitazione nel rione Santa Caterina, dove il sindaco di Modolo riscontra anche carenze di personale, in particolare sul fronte della logopedia».

Tornando all’ospedale, Hassan inoltre è convinto che «la possibile riorganizzazione del personale infermieristico mediante la creazione di un reparto unico di degenza sia inattuabile in quanto il numero degli infermieri ora in servizio non consentirebbe il regolare funzionamento».

A queste obiezioni il sindaco di Modolo non avrebbe avuto risposta. «Non ho avuto risposta dai vertici aziendali», rimarca l’amministratore, rincuorato dalle risposte fornite a Oristano dal medico Antonio Succu in tema di sicurezza di pazienti chirurgici e di medicina in un unico piano di degenza e sulla presenza di professionisti convenzionati in chirurgia. Queste ragioni hanno punto Hassan a rinnovare l’appello all’Unione dei Comuni di un incontro pubblico su presente e futuro dei servizi sanitari, e alla Asl la richiesta di produrre «atti utili per più attenta valutazioni sul delicato tema dei servizi sanitari fra Planargia e Montiferru».

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