La Nuova Sardegna

Oristano

pau

Estorsione e sequestro, sloveni condannati

Estorsione e sequestro, sloveni condannati

PAU. Volevano riscuotere un vecchio debito, ma sono andati troppo oltre con i metodi e sono stati condannati per estorsione e sequestro di persona. Dovranno scontare sei anni e nove mesi di carcere...

2 MINUTI DI LETTURA





PAU. Volevano riscuotere un vecchio debito, ma sono andati troppo oltre con i metodi e sono stati condannati per estorsione e sequestro di persona. Dovranno scontare sei anni e nove mesi di carcere ciascuno, oltre al pagamento di 9mila euro di ammenda, due autotrasportatori sloveni, Stevise Kalat e Fredi Bedekovic, resisi protagonisti di un oscuro episodio avvenuto nell’estate di sette anni fa a Pau. La sentenza emessa giovedì dai giudici del tribunale di Oristano, presidente Francesco Mameli, riguarda una vicenda scaturita a seguito di una denuncia da parte di un imprenditore, cittadino tedesco, residente a Pau, che a giugno del 2009 si era rivolto alla Guardia di Finanza. «Mi vogliono estorcere una grossa somma di denaro», era stato il racconto dell’imprenditore che aveva chiesto aiuto ai militari ai quali aveva raccontato come i due autotrasportatori lo stessero perseguitando, chiedendogli il pagamento di una cifra enormemente superiore a quella che lui effettivamente doveva per delle commesse ordinate nel passato. «Pretendono 31mila euro o in alternativa, mi vogliono costringere ad emettere fatture a loro credito per 50mila euro», aveva riferito ai militari con i quali era stato concordata una strategia per incastrare i due estorsori. I tre si danno appuntamento qualche sera più tardi, nell’ufficio dell’imprenditore. Movimenti che vengono seguiti da vicino e con discrezione da una pattuglia della Finanza a bordo di un’auto parcheggiata nei pressi dell’ufficio. Secondo quanto emerso in aula, fra i tre la discussione assume toni duri. Gli autotrasportatori alzano il tiro, vogliono i 31mila euro, lui, l’imprenditore, quel denaro dice di non averlo e consegna 500euro, l’unica somma a sua disposizione. I due creditori non ci stanno e lo convincono a salire nella loro auto che viene fermata ad un posto di blocco, all’uscita del paese. La pattuglia identifica i due cittadini sloveni, il tedesco scende, racconta tutto, scatta la denuncia. Ieri, a distanza di quasi sette anni, la sentenza, anche più dura delle richieste del pm Marco Ulzega, che aveva sollecitato sei anni e mezzo di carcere e un’ammenda di seimila euro ciascuno, mentre l’avvocato Cristiana Manca aveva chiesto l’assoluzione. Secondo la difesa, infatti, il debito c’era ed era certificato e anche se i due imputati avevano ecceduto nella modalità di riscossione.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google

Primo Piano
Il raid

Undici furgoni a fuoco nella notte: attentato contro un’azienda logistica del sud Sardegna – Le indagini

Le nostre iniziative