La Nuova Sardegna

Oristano

La calma della “pandela” dopo l’attentato

di Maria Antonietta Cossu
La calma della “pandela” dopo l’attentato

Sedilo, Michele Carboni ha ricevuto l’investitura ufficiale per l’Ardia nel giorno dell’intimidazione

2 MINUTI DI LETTURA





SEDILO. L’annuncio è riecheggiato in chiesa nel giorno della speranza. Parola ricorrente nella liturgia della Resurrezione. Il parroco l’ha pronunciata domenica durante l’omelia e l’ha ripetuta prima della benedizione finale, quando ha menzionato il cavaliere e l’alfiere che incarneranno San Costantino nella rappresentazione della presa di Ponte Milvio, scelta ricaduta su Michele Carboni e Michele Delogu.

«Ne do comunicazione con un velo di tristezza per quello che è successo l’altra notte», ha detto don Battista Mongili alludendo al massacro del gregge della prima pandela a cavallo. «Con l’augurio che sia la speranza a prevalere sul male subito», ha concluso il sacerdote.

La vigilia di Pasqua e dell’investitura al ruolo più ambito dai cavalieri di Sedilo è stata segnata dalla macabra esecuzione di una settantina di capi di bestiame che i fratelli Michele e Paolo Carboni allevavano nell’azienda di Su Campu.

Sul posto non sarebbero state rinvenute tracce, il che complica il lavoro investigativo svolto dagli inquirenti per capire perché, e in quali ambiti, sia maturato il risentimento che ha armato la mano dei responsabili.

Un colpo duro per chi vive di allevamento e difficile da assorbire per il suo intrinseco messaggio di violenza. Ma se le perdite hanno avuto contraccolpi sul morale delle vittime, non ne condizioneranno la vita.

Su ciò che l’ aspetta nel prossimo futuro il capocorsa in pectore non ha avuto ripensamenti. «Non cambio la mia decisione, continuerò a vivere come ho vissuto sinora e farò una festa tranquilla, cercando di prepararmi al meglio», ha dichiarato Michele Carboni lanciando implicitamente un messaggio positivo.

Per l’allevatore di 52 anni la correlazione tra l’Ardia e l’uccisione delle pecore, ipotizzata in virtù della contiguità temporale fra l’episodio e la proclamazione ufficiale dei nomi delle pandele, non è da scartare a priori ma neppure scontata: «Non riesco a immaginare un solo motivo per cui abbiano potuto fare una cosa del genere, dunque potrebbe esistere un collegamento come potrebbe non esserci, non lo so», ha dichiarato il cavaliere, che ha atteso l’investitura per 32 anni, tanto è il tempo trascorso dall’iscrizione nell’albo dei capicorsa.

Ad escludere categoricamente un nesso tra i due eventi è invece il fratello Paolo, presidente della cooperativa allevatori ovini Sedilo e anch’egli cavaliere di lungo corso: «Mi dispiace che questo fatto sia stato associato all’Ardia, per me non c’entra niente - ha affermato l’uomo, che non si capacita dell’accaduto -. Non c’è una spiegazione logica. È un’azione molto grave e sei portato a pensare che per subirla devi aver commesso qualcosa di grave, e io su questo sono tranquillo, come pure mio fratello».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google

Primo Piano
Il provvedimento

Abusi edilizi e scarichi irregolari: chiuso il ristorante “Sapore di mare”, ex Chicca Piperita

di Argentino Tellini
Le nostre iniziative