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Oristano

S.N. Arcidano si schiera a favore del referendum

Il consiglio comunale ha votato un documento sulle trivellazioni in mare Sostegno al quesito sul quale i cittadini si dovranno pronunciare il 17 aprile

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ARCIDANO. Il consiglio comunale, su proposta del sindaco Emanuele Cera, ha approvato all’unanimità l’invito del Consiglio delle autonomie locali della Sardegna, al sostegno del quesito referendario del 17 aprile.

Con questo voto anche il consiglio comunale di Arcidano si è quindi detto d’accordo su alcuni principi fondamentali: «Il confronto con le istituzioni territoriali nelle decisioni di politica economica, ambientale e di sviluppo energetico della Repubblica deve essere costante e deve permettere la massima partecipazione a interventi di interesse primario per le aree coinvolte».

Inoltre gli enti locali, i portatori di interessi economici e sociali «devono poter partecipare alla fase di discussione su decisioni in quanto soggetti in campo, attraverso il dialogo con le istituzioni regionali e tramite queste ultime, con lo Stato».

La delibera approvata all’unanimità ricorda che «dieci consigli regionali hanno deliberato la proposta di referendum abrogativo, considerando che la scelta della strada referendaria non intende mettere in discussione l'interesse strategico del Paese sui temi energetici, ma coinvolgere indiscutibilmente le Regioni in scelte che inevitabilmente incidono sugli interessi e sui beni delle comunità territoriali insediate negli ambiti regionali».

Il referendum del 14 aprile, «tenta di ristabilire il principio di leale collaborazione e avviare una riflessione sul ruolo dei territori e delle autonomie regionali». Quindi l’assemblea civica arcidanese ha deciso di «sostenere la scelta dei Consigli regionali nel proporre il referendum abrogativo di alcune norme che non consentono alle Regioni interessate dalle attività di ricerca, prospezione e coltivazione di idrocarburi di garantire il controllo delle politiche che, nell’ambito di queste materie investono specificamente il proprio territorio».

L’azione delle Regioni è stato una sorta di atto di legittima difesa: «il codice dell'ambiente e il cosiddetto decreto Sblocca Italia - ricorda la delibera - contengono norme in materia di ricerca e di coltivazione di idrocarburi che affidano allo Stato l'adozione delle decisioni fondamentali in relazione alla realizzazione degli interventi di prospezione, ricerca e coltivazione contro cio 10 regioni hanno proposto referendum abrogativo con il fine di rafforzare il principio di leale collaborazione tra Stato e Regioni e consentire una razionalizzazione spaziale e temporale dei titoli minerari».

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