La Nuova Sardegna

Oristano

Animali domestici, nuove uccisioni

Solarussa: nonostante gli appelli, dopo il gatto impiccato, altri animali hanno seguito la sua sorte

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SOLARUSSA. La conta non è finita. Nonostante gli appelli, le discussioni e le accuse che sono fioccate nei giorni scorsi, la strage silenziosa di cani e gatti continua. Dopo il gattino impiccato in campagna, altri animali da compagnia ne hanno seguito la misera sorte. Prima un cagnetto, subito dopo l’impiccagione del gatto, poi un altro cane e infine, mercoledì, l’ennesimo gattino. Questa volta i metodi utilizzati sono molto più subdoli: i due cani e l’ultimo gattino sarebbero stati avvelenati. A contribuire a rendere la storia ancora più triste c’è un altro aspetto subito sottolineato dagli abitanti perché gli ultimi tre avvelenamenti sarebbero avvenuti nella stessa zona, quella della chiesetta dalle Grazie. Un nome che, purtroppo, non ha portato fortuna agli animali e non ha illuminato la loro sorte. La situazione, dunque, sembra fuori controllo. E gli animalisti, ovviamente, non potevano che ribadire un allarme lanciato giorni fa e, forse, sottovalutato: «Probabilmente qualcuno ha deciso di aspettare prima di intervenire», ipotizza una cittadina, Monica Murru, «forse c’è bisogno che si raggiunga un numero particolare perché si possa fare qualcosa per impedire che gli animali vengano avvelenati. L’altro giorno mi hanno detto che a qualcuno a Siamaggiore avrebbe avvelenato ben sette gattini. È forse questo il numero che dobbiamo raggiungere prima che il problema venga affrontato e, possibilmente, risolto?» La vogli di attendere al palo gli sviluppi degli eventi sembra arrivata agli sgoccioli. L’amministrazione comunale è stata informata dell’ultimo episodio e mercoledì sera, salvo novità dell’ultima ora e compatibilmente con gli impegni degli amministratori, si terrà un incontro a cui parteciperanno le guardie zoofile di Oristano. un piccolo vertice per decide come agire e cosa fare perché, a questo punto, nessuno sottovaluta più un problema che, al contrario, sta assumendo connotati preoccupanti. Anche perché, l’identità dell’avvelenatore seriale sarebbe in realtà un segreto di Pulcinella. «Gli animali sono stati avvelenati più o meno nella stessa zona e, forse, con lo stesso stratagemma», conclude Monica Murru. Un dettaglio che non può passare inosservato ai margini di una storia che si complica di giorno in giorno.

Claudio Zoccheddu

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