La Nuova Sardegna

Oristano

Prima il bilancio, poi l’Sos dipinti

di Alessandro Farina

Bosa, slitta l'incontro giunta-diocesi sulle opere di Scherer da salvare: il Consiglio ora lavora sui conti

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BOSA. Sulla questione dei dipinti del pittore Emilio Scherer che presentano forti elementi di degrado, sia nella cupola della Cattedrale che nella chiesa di Santa Croce, ci sarà ancora da aspettare per possibili quanto attese risposte di interventi di restauro, che si sperano foriere di positive novità. Nei giorni scorsi il sindaco Luigi Mastino ha annunciato un incontro con il responsabile degli edifici di culto della diocesi, rimandato però a data da destinarsi perché in Comune l'impegno è concentrato sulla chiusura del bilancio.

"Adesso stiamo attivamente lavorando su questo importante strumento economico, appena sarà possibile chiederò l'incontro", spiega il primo cittadino dal suo ufficio al primo piano del palazzo comunale di viale Garibaldi. Insomma ancora qualche settimana e poi il panorama dovrebbe essere più chiaro, malgrado evidentemente i problemi non manchino sul capitolo, povero di risorse quanto ampio di problemi, dei beni storici e monumentali da tutelare nella millenaria città fluviale a vocazione ora turistica. Perché se della Bosa Vetus ancora poco o niente si sa, se il progetto del Museo Territoriale della Planargia stenta a decollare a Cappuccini, l'ampio ventaglio di risorse della Bosa Nova - quella che dal 1.200 circa sorgerà alle pendici del castello sul colle di Serravalle - offre non poche occasioni di richiamo per Bosa e la Planargia. Con un patrimonio però da accudire costantemente come appunto nella chiesa Cattedrale, la seconda dopo quella romanica di San Pietro. Dove alla fine dell'ottocento il pittore parmense Emilio Scherer realizza nel timpano che sovrasta l'altare maggiore il dipinto che riassume il culto del borgo per i santi patroni Emilio e Priamo, collocati ai lati di una pittura dove la Vergine sovrasta quella che oggi è la "cartolina" di Bosa. Considerato che l'iconografica veduta viene ripresa in stile moderno da immagini più volte rilanciate da tv, internet e carta stampata, con le immagini del fiume Temo, ponte in trachite, Lungotemo, Cattedrale, Sa Costa e castello, location privilegiata per inquadrature di telecamere e macchine fotografiche. Nel frattempo, da cinque anni a questa parte, il dipinto della Cattedrale si degrada sempre più, tanto che la figura di San Priamo, sul lato sinistro guardando l'altare, inizia a scomparire, il dato più evidente anche all'occhio del profano. Tassello però, la pittura del bosano d'adozione Emilio Scherer, di un ben più ampio mosaico di interventi, a considerare la chiesa di Sant'Antonio ancora off limits, al pari della torre dell'Isola Rossa a Bosa Marina e dell'accesso al mastio del castello, mentre l'ottocentesco orologio collocato sulla facciata della chiesa di Santa Croce in pieno Corso Vittorio Emanuele è sempre fermo. Con le infiltrazioni nella volta della chiesa di Santa Croce, fulcro con il Carmelo delle celebrazioni della locale Chida Santa, che oltre ad aver deteriorato le pitture di Emilio Scherer potrebbero presto indurre ad un altro drastico provvedimento di chiusura.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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