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Oristano

MASSAMA

La denuncia: ergastolano non vede i familiari da 3 anni

La denuncia: ergastolano non vede i familiari da 3 anni

ORISTANO. Se da una parte, il carcere si apre all’arte, dall’altra resta ermeticamente chiuso non solo – e si può comprendere – per i detenuti, ma anche per i loro familiari. È il caso di un detenuto...

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ORISTANO. Se da una parte, il carcere si apre all’arte, dall’altra resta ermeticamente chiuso non solo – e si può comprendere – per i detenuti, ma anche per i loro familiari. È il caso di un detenuto barese, Nicola Solazzo di 51 anni, che, come denuncia Maria Grazia Caligaris, presidente dell’associazione “Socialismo diritti riforme”, «Recludo da circa 20 anni, ergastolano, attualmente detenuro nel carcere di Massama, non vede i familiari dall'ottobre del 2012. Nonostante le diverse istanze di trasferimento, il Dipartimento dell'Amministrazione Penitenziaria gli nega l'opportunità di incontrare i parenti, impossibilitati ad affrontare il viaggio in Sardegna anche con un temporaneo avvicinamento per effettuare qualche colloquio». Secondo l’associazione si tratta di «un caso emblematico di mancato rispetto del principio della territorialità della pena e del recupero sociale che fa riflettere».

Solazzo ha inviato una lettera all’associazione: «Non sto chiedendo la libertà – ha scritto, dopo aver illustrato le difficili condizioni dei parenti più prossimi e la prolungata assenza di colloqui – ma solo di vedere la mia famiglia perché questa non è detenzione ma una vera tortura per me e per i miei familiari».

Maria Grazia Caligaris sottolinea che «Nel nostro Paese, l'opportunità per un detenuto di scontare il suo debito il più possibile vicino al proprio ambiente di origine è stato sancito per contemperare due aspetti inscindibili: quello giuridico, e quello sociale, rispettoso dell'equità e appartenenza. La Costituzione – sottolinea Caligaris – stabilisce infatti che le pene non possono consistere in trattamenti contrari al senso di umanità e devono tendere alla rieducazione. Ciò vale anche per gli ergastolani. Nel caso specifico si tratta di trovare il modo di mettere la famiglia nelle condizioni di raggiungere il proprio parente considerando che per raggiungere la Sardegna non basta un treno ma occorre affrontare un viaggio lungo e costoso».

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