«Mercato, 47mila euro da risarcire»
La Corte dei Conti “bussa” in Comune sulla progettazione sbagliata di via Mazzini: il mistero della fideiussione
ORISTANO. La Corte dei Conti bussa in Comune. Poco più di un anno fa aveva chiesto chiarimenti, ora chiede soldi per un affare strano (molto strano) legato al clamoroso buco nell’acqua fatto ai tempi della prima progettazione del mercato civico di via Mazzini che rischiava di essere il primo mercato subacqueo al mondo. Un errore di chi aveva fatto le valutazioni costrinse l’intero apparato a fermarsi proprio quando iniziarono i primi scavi. Neanche un rabdomante avrebbe saputo far di meglio, visto che al primo tentativo si scoprì che la falda acquifera si trovava a una profondità di molto inferiore rispetto a quella prevista e immaginata da chi aveva confezionato il progetto che, in un amen, divenne inservibile.
È allora che il Comune, nella persona del dirigente responsabile di quel procedimento decise di rescindere il contratto per via dei gravi errori commessi. Il Comune incassò anche 47mila euro di risarcimento, ma avrebbe dovuto riceverne altrettanti. «Chi sbaglia paga» dice il detto, e nelle casse dell’amministrazione sarebbe dovuta finire un’altra tranche della stessa entità della prima. Altri 47mila euro perché il Comune avrebbe dovuto riscuotere anche la fideiussione versata da chi progettò proprio per mettersi al riparo da eventuali errori.
Si dirà che per riscuotere ci vuole tempo, ma ci si sarebbe aspettata almeno un po’ di premura da parte del dirigente pubblico affinché provvedesse quanto prima a recuperare la somma. Qualche mese di attesa è normale, quasi fisiologico. Ma in un caso come questo si parla di anni visto che la rescissione del contratto è vecchia: avvenne nell’ottobre del 2011 ad opera del responsabile del settore Lavori Pubblici, Walter Murru. Insomma, ci avrebbe dovuto pensare lui.
Invece passano gli anni e i 47mila euro restano dove sono, ovvero nella banca che si è prestata a garantire per i progettisti. Succede però qualcosa – una serie di articoli di giornale – che fanno riemergere il caso dalle falde acquifere di via Mazzini e via Mariano. È così che la Corte dei Conti mette il naso sulla pratica e poco più di un anno fa si interessa all’appalto del mercato civico, questione che era iniziata nel 2004, per capire se ci sia stato un danno erariale ai danni dell’amministrazione comunale e chi, eventualmente, sia il responsabile di questo danno.
Ebbene, il pubblico ministero Mauro Murtas va a scoprire che nessuno – dovrebbe essere proprio del dirigente che aveva rescisso il contratto – ha chiesto i soldi della famosa fideiussione che devono, obbligatoriamente rientrare nelle case comunali. Il pubblico ministero ha così scritto al sindaco nella sola qualità di responsabile legale dell’ente – non sarà certo in capo al primo cittadino la responsabilità e quindi l’eventuale condanna a risarcire – affinché provveda alla messa in mora della garanzia fideiussoria. Deve farlo entro il 9 maggio e quindici giorni più tardi chi di dovere sarà costretto a far arrivare la somma.
I progettisti di allora sono al riparo, proprio grazie alla fideiussione, quindi non spetta a loro pagare.
Bisognerà recuperare i soldi dalla banca, ma a questo punto, cinque anni dopo la rescissione del contratto vengono in mente varie domande: quei soldi esistono ancora? Li si può riscuotere? Coprono l’intera somma indicata? Comprendono interessi e rivalutazione? E soprattutto, anche se riuscisse a recuperarli per intero e a non dover pagare di tasca, perché il responsabile che dal Comune è pagato ha atteso che intervenisse la Corte dei Conti?
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google
