Coldiretti all’attacco industriali del latte e Regione nel mirino
Ghilarza, infuocata riunione sulla crisi del settore caseario «Ingiustificata la riduzione del prezzo per i produttori»
GHILARZA. «Un muro di menzogne che ha cominciato a sgretolarsi quando è cominciata la nostra operazione verità». Picchia duro la Coldiretti sulla questione del prezzo del latte. Nell’incontro che ieri ha radunato nella Torre Aragonese una novantina di produttori, i vertici della confederazione oristanese hanno ribadito le ragioni del malcontento che ha riportato sul piede di guerra i pastori con le bandiere giallo-verdi.
L’associazione ha stigmatizzato la strategia portata avanti gli industriali e da alcune cooperative per giustificare la riduzione del prezzo del latte ovino (da 90 a circa 80 centesimo al litro) e l’intenzione di non ritirare la produzione nel periodo estivo. Secondo la Coldiretti i dati sul ribasso del prezzo del pecorino romano e le presunte giacenze fanno parte di un castello di bugie costruito ad arte per fini speculativi.
«La crisi non c’è. Il romano viene ancora venduto a otto euro al chilo e non a sei, come qualcuno vorrebbe far credere per evitare che il mercato determini un prezzo remunerativo del prodotto», ha tuonato il direttore provinciale Giuseppe Casu smentendo i dati diffusi in una lettera che Confindustria, Legacoop e Consorzio di tutela del pecorino hanno presentato alla Regione per chiedere fondi.
Nel documento è descritta una congiuntura negativa che obbliga i produttori a ridurre il prezzo già contrattato e a chiedere la chiusura anticipata dei caseifici per un eccesso di produzione pari al 40%. Dati che la Coldiretti contesta parlando apertamente di cartello. Ma la direzione non ha risparmiato strali neppure alla Regione. «Invece di fare da arbitro si basa su dati falsi di chi vuole guadagnarci» ha protestato Giuseppe Casu, avvertendo che lo stato d’agitazione permarrà se il comparto non sarà tutelato.
La prossima dimostrazione si terrà a Cagliari per reclamare l’istituzione di un’autority che verifichi il reale andamento delle vendite e l’effettiva consistenza della produzione e per chiedere alla Regione di esercitare un ruolo equidistante nella vertenza. Intanto, l’associazione ha dato mandato ai legali di inviare ai caseifici privati una diffida per impedire che i conferimenti siano pagati meno e addirittura rifiutati. «Se non funzionerà, avvieremo una class action», ha annunciato Giuseppe Casu. Altro punto caldo della protesta sono i ritardi di Agea nei pagamenti dei premi comunitari. La Coldiretti reclama un atto politico esortando la Regione a intervenire affinché l’agenzia renda disponibili le applicative. L’organizzazione sollecita una task force per istruire le oltre 17mila domande del 2015 e l’istituzione di un ente pagatore regionale.
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