Al Murats strumenti musicali dai cinque continenti
SAMUGHEO. “Il Murats diventa palcoscenico di un'orchestra internazionale che mette in luce i rapporti, le differenze e le similitudini che intercorrono tra i corpi sonori selezionati per...
SAMUGHEO. “Il Murats diventa palcoscenico di un'orchestra internazionale che mette in luce i rapporti, le differenze e le similitudini che intercorrono tra i corpi sonori selezionati per rappresentare la Sardegna e il mondo». La direzione del museo unico regionale dell’arte tessile presenta così la mostra degli strumenti musicali più rappresentativi dei cinque continenti, che sarà inaugurata il 29 aprile. L’esposizione Corpi sonori mette insieme una collezione eterogenea di 180 pezzi realizzati dal 1700 fino ad oggi in Europa, America, Africa, Australia, Indonesia, Tibet, Giappone, India e Cina. Nelle sezioni Sardegna e Resto del mondo di cui si compone l’allestimento realizzato dal Murats in compartecipazione con l’associazione Echo Art e il museo delle Culture del mondo e delle musiche dei popoli di Genova, sono esposti strumenti della tradizione popolare di particolari pregio e valore storico-artistico, simbolico e sociale come il liuto indiano, la cetra tubolare del Madagascar, la Saratovskaia Garmoshka russa e S'affuente di fabbricazione tedesca. In mostra anche un variegato campionario di strumenti costruiti con l’impiego di ossi, pelli e vesciche animali, canne, zucche e altri materiali di origine animale e vegetale che si configurano come una sintesi del mondo naturale stesso, spiegano gli estensori del progetto curato da Anna Rita Punzo, ricordando che «Il suono è stato uno dei primi sistemi con cui l’uomo ha cercato d’interagire con l’esterno e con i propri simili, finché la funzione di riprodurre suoni è divenuta, col tempo, una prassi di integrazione tra soggetti della stessa comunità, creando così quei presupposti di caratterizzazione identitaria delle società ma anche dei territori». La mostra propone un approfondimento degli aspetti musicali e antropologici e delle caratteristiche della produzione manifatturiera attraverso i contributi audiovisivi realizzati dall’ etnomusicologo Fabio Calzia. Una dimensione che potrà essere esplorata fino al 10 luglio.
Maria Antonietta Cossu
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