Con la primavera tempo di feste e sagre
Bosa, si susseguono gli appuntamenti e gli eventi religiosi e profani con un buon afflusso di turisti
BOSA. L’ultimo in ordine di tempo è il Bosa Beer Fest, che nella tre giorni dal 23 al 25 aprile ha catalizzato l’attenzione di migliaia di visitatori. Seguono a maggio le due giornate di Monumenti Aperti e il 21 e 22 la Grande Festa del Vino a Sa Costa, alcuni appuntamenti certamente di grande interesse a leggere i numeri in crescendo degli anni scorsi. La città del Temo si scopre sempre più polo attrattivo in tema di feste e sagre dell’epoca moderna, che si aggiungono al già corposo campionario di appuntamenti secolari. La festa dei santi Pietro e Paolo a fine giugno, di Santa Maria del Mare la prima domenica d’agosto, di Regnos Altos la seconda domenica di settembre, Sant’Antonio tra il 16 e 17 Gennaio, il caratteristico e inimitabile Karrasegare a Febbraio, la Settimana Santa, alcuni esempi tra sacro e profano. Senza dimenticare le gare sportive: il Trofeo Uda Crobu organizzato dalla Canottieri Sannio sul Temo, la podistica Corritemo (prevista nel 2016 il quattro settembre), il meeting regionale Optimist curato dal locale Circolo Velico. Momenti di fede, festa, sport, socializzazione che coinvolgono visitatori in arrivo da ben oltre i ristretti limiti della Planargia. Costituendo indubbie boccate d’ossigeno per comparti, quello turistico e dei servizi, dove molte aziende non chiudono certamente battenti a scadenza, lavorando tutto l’anno. Insomma se Bosa non può competere per numero di posti letto alberghiero sufficienti a chiudere contratti con le grandi agenzie di viaggio internazionali, allargando così il picco di presenze oltre la stagione balneare, sicuramente grazie alle carte ambientali, storiche, paesaggistiche, tradizionali; allo sforzo di comitati, associazioni, enti e Comune; contando su un clima solitamente mite anche d’inverno, certamente riesce a ritagliarsi costanti nelle quattro stagioni appuntamenti da tutto o quasi esaurito, ritenuti da molti ormai imprescindibili nell’economia locale dell’accoglienza con valenza anche di ritorno d’immagine. Impegni che pongono volta per volta non poche sfide di tipo organizzativo e logistico: un esempio su tutti il delicato fronte viario e della sosta dei veicoli, quando l’area urbana viene presa d’assalto da auto, pullman e visitatori a spasso tra bancarelle e gazebo.
Un tema da affrontare al più presto con risposte concrete, perché quella del turismo di sagre e feste, a cui magari potrebbe aggiungersi l’ancora semi sconosciuto mondo della convegnistica, dei concerti, delle fiere, sono ambiti a cui certamente la città non può rinunciare e deve presentarsi nel migliore dei modi.(al.fa.)
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