Ribadito alla Regione il no ai “tagli” per l’ospedale
BOSA. Il sindaco Luigi Mastino ha ribadito a Cagliari, nell'intervento durante l’audizione di una delegazione di sindaci sulla riorganizzazione della rete ospedaliera regionale, i punti approvati...
BOSA. Il sindaco Luigi Mastino ha ribadito a Cagliari, nell'intervento durante l’audizione di una delegazione di sindaci sulla riorganizzazione della rete ospedaliera regionale, i punti approvati nei giorni scorsi in consiglio comunale a Bosa. Durante l’incontro sono intervenuti i primi cittadini di Tempio, La Maddalena, Muravera, Isili, Sorgono e appunto Bosa. «Siamo favorevoli all’impianto della riforma, ma chiediamo che sia applicata la normativa nazionale sulle zone svantaggiate e non quella regionale, di gran lunga peggiorativa», ha detto Luigi Mastino. L’ospedale di Bosa per ora è classificato come struttura in zona disagiata, fatto che permette di mantenere Pronto soccorso e chirurgia. Presidi che, si ribadisce per l’ennesima volta, non possono venire meno in un territorio con ampie difficoltà di collegamenti viari, che peraltro pesano anche sullo sviluppo di diversi settori, e con tempi di percorrenza lunghi verso i centri sanitari specializzati in caso emergenze.
«È indispensabile che la riforma garantisca almeno tre cose: una chirurgia autonoma con reperibilità dei medici nelle 24 ore, un pronto soccorso indipendente dall’entrata in vigore della nuova Agenzia di emergenza-urgenza (Areus), l’eliminazione della scadenza temporale del 2018 per la sostituzione delle strutture locali con quelle di Areus»: sono questi i tre punti che da Bosa si auspica possano essere tenuti in considerazione, nella redazione finale della legge di riforma del sistema ospedaliero che la Giunta presenterà al consiglio regionale per la discussione e votazione probabilmente nelle prossime settimane.
Richieste “tecniche,” da cui potrebbero però discendere ripercussioni pratiche sulla struttura al servizio della fascia centro occidentale dell’isola, nel caso in cui non venissero accolte nella legge finale. Che ruotano sull’autonomia di due servizi ritenuti fondamentali e indispensabili: il Pronto soccorso e la Chirurgia, sopravvissuti in passato al taglio del punto nascita e al corposo dimagrimento di posti letto per acuti, nella struttura dove oggi la Asl ha avviato un progetto pilota di integrazione fra servizi ospedalieri e territoriali.
Il Mastino è un presidio non solo utile a garantire il diritto alla salute dei cittadini di una “zona disagiata”, perché, come più volte emerso in incontri, manifestazioni e consigli comunali, la presenza della struttura riveste anche un ruolo nella scelta delle località turistiche da raggiungere per le vacanze da parte di tanti visitatori. Perno di un discorso più ampio appunto, che tocca i nodi dello sviluppo economico e sociale in un territorio dove i vecchi pilastri di agricoltura, artigianato (edilizia in particolare), commercio e pesca sono stati sostituiti dalla speranza di un’economia fondata sull’accoglienza turistica e sui servizi correlati. (al.fa.)
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