Si estendono a Bosa le indagini su Fiorini
Il muratore scomparso nel Bergamasco: gli inquirenti ampliano il raggio d’azione Mistero sempre più fitto anche se prende consistenza l’ipotesi dell’omicidio
BOSA. La casa sotto sequestro, filmati di videosorveglianza visti e rivisti fotogramma per fotogramma, testimoni ascoltati più volte. E ora l’indagine che si estende e che coinvolge anche i carabinieri di Bosa. La scomparsa di Franco Fiorini, il muratore di Bosa di cui si sono perse le tracce dalla mattina del 13 febbraio, assume sempre più le sembianze di un giallo irrisolto. La Procura della Repubblica ha aperto un fascicolo per omicidio e ha incaricato anche i militari dell’Arma qui in Sardegna di svolgere una serie di accertamenti. Si tenta di ricostruire l’ambiente in cui si dipanava la vita del muratore di 46 anni, alla ricerca di un dettaglio utile per capire cosa sia successo nelle ore immediatamente successive all’incontro tra Franco Fiorini e il figlio, avvenuto per colazione la mattina del 13 febbraio.
Ieri della vicenda del muratore 46enne emigrato da anni a Sarnico in provincia di Bergamo, si è occupata anche la trasmissione di RaiUno “La vita in diretta”. Sono stati intervistati un amico di Franco Fiorini e il cronista dell’Eco di Bergamo che sta seguendo il caso dall’inizio. Gli amici non credono all’ipotesi di una scomparsa volontaria o al suicidio. Ritengono che ci sia qualcosa di diverso e forse di più grave: «Non era tipo che spariva, non avrebbe mai abbandonato il figlio».
Del caso si erano occupati nei giorni scorsi anche i tg nazionali.
Anche il sostituto procuratore Emanuele Marchisio ritiene quantomeno che ci siano dei punti oscuri da chiarire. L’apertura di un fascicolo per omicidio consente agli inquirenti di utilizzare ulteriori sistemi di indagine, comprese le intercettazioni, per approfondire tutti gli aspetti del caso.
Si devono chiarire i ruoli della donna che era con Fiorini la sera prima della scomparsa e dell’uomo che guidava la Opel Meriva che, quella stessa sera, si è scontrata con il furgone di Fiorini in una rotonda di Sarnico. Molti punti oscuri anche qui: sembrava un incidente fortuito, poi si è scoperto che l’uomo conosceva Fiorini e la sua amica e che era aveva anche un interesse verso la donna.
Pare poi, secondo quanto riporta la stampa locale, che il proprietario della Meriva, coetaneo di Fiorini e anche lui muratore, abbia rottamato la sua vettura in questo periodo di tempo. Insomma, tanti elementi che meritano una verifica più approfondita e che inducono gli inquirenti a proseguire un lavoro. Non è un caso, d’altronde, che la casa di Fiorini sia ancora sotto sequestro.
Di Franco Fiorini si sono perse le tracce sabato 13 febbraio. L'uomo era uscito dalla casa di via Faletto per andare al lavoro, ma non era mai arrivato a destinazione. Prima di uscire di casa aveva incontrato il figlio per colazione. Poi più nessuna notizia.
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