In pericolo cinque kitesurfisti, interviene la Capitaneria
ORISTANO. Due elementi sono indispensabili per gli amanti del kitesurf: l’aria e l’acqua. C’erano entrambi lunedì pomeriggio nel golfo di Oristano, nel tratto tra Torregrande e Mare Morto, dove un...
ORISTANO. Due elementi sono indispensabili per gli amanti del kitesurf: l’aria e l’acqua. C’erano entrambi lunedì pomeriggio nel golfo di Oristano, nel tratto tra Torregrande e Mare Morto, dove un gruppo di appassionati di questa disciplina non avevano però fatto i conti con la forza di uno di questi, tanto che è dovuta intervenire la Guardia Costiera per porre rimedio a una situazione che si stava facendo pericolosa. Se da un lato il vento che soffiava da sud est ha infatti creato le condizioni ideali per far volare il paracadute e per farsi trascinare assieme alla tavola da surf tra le onde, d’altro canto ha reso impossibile il rientro a riva per quattro delle cinque persone impegnate in acqua.
A notare le difficoltà è stata la dipendente di uno dei locali che si affacciano sulla spiaggia che ha immediatamente segnalato la presenza dei kitesurfisti alla Capitaneria di Porto che ha deciso per un doppio intervento. Per mare è toccato a un equipaggio a bordo della motovedetta 893, mentre una pattuglia è intervenuta da terra, pronta a dare supporto ai colleghi e soprattutto agli sportivi in difficoltà. Erano cinque, ma uno di loro, nonostante il vento creasse numerosi problemi è riuscito ad arrivare sino al bagnasciuga. Gli altri si sono ritrovati in poco tempo nella zona di Mare Morto, dove non riuscivano più a risalire da soli sulla tavola. L’assistenza degli uomini della Guardia Costiera è diventata così indispensabile consentendo il ritorno a riva degli altri quattro kitesurfisti che, per quanto affaticati e provati dalla disavventura, non hanno avuto bisogno di assistenza medica.
Quanto accaduto e l’avvicinarsi della stagione estiva hanno convinto il comandante della Capitaneria, Capitano di fregata Erminio Di Nardo, a lanciare un appello affinché tutti rispettino la prima regola fondamentale quando si va in acqua: la prudenza. Per chi svolge sport come il surf, il windsurf e il kitesurf che hanno bisogno di condizioni meteo non favorevoli, ricorda che l’assistenza a terra garantisce maggiore sicurezza e agevola il lavoro dei soccorritori in caso di necessità. (e.c.)
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google
