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Oristano

Ritorna dall’ospedale e non ha più l’acqua a casa

Ritorna dall’ospedale e non ha più l’acqua a casa

La sorpresa al rientro dalla seduta di terapia: donna di Silì accusa Abbanoa Il gestore però replica: «Ci deve ottomila euro. Lo slaccio era stato annunciato»

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ORISTANO. «Ero in ospedale per un a seduta di chemioterapia e quando sono ritornata a casa ho trovato l’amara sorpresa. Abbanoa mi aveva slacciato l’acqua». Francolina Pisu, di Silì, forse non avrebbe mai immaginato che il gestore del servizio idrico arrivasse a chiuderle i rubinetti. Invece, giovedì scorso, è accaduto. «Senza preavviso: non si sono neppure degnati di suonare al campanello, visto che avrebbero trovato mia sorella, che era in casa». Il risultato è che adesso due famiglie non hanno più l’acqua e si devono arrangiare con dei bidoni.

Francolina Pisu racconta di essere «uno dei tanti utenti incappati nel caos del passaggio del servizio dal Comune ad Abbanoa. «Mi chiedono di pagare una maxi bolletta da ottomila euro, ma ho le ricevute dei pagamenti, che sono stati regolari. Davvero non riesco a capire i motivi dello slaccio che, non solo pone me in enormi difficoltà dato che sono anche malata, ma coinvolge la mia famiglia».

La replica di Abbanoa è immediata: «Nove bollette mai pagate per un importo di circa ottomila euro, innumerevoli solleciti con ricevuta di ritorno e persino avvisi di segnalazione per consumi anomali tutti caduti nel vuoto: sono questi i motivi che hanno portato allo slaccio dell’utenza della signora – spiega una nota di Abbanoa –. La sospensione dell’erogazione dell’acqua, anche in questo caso, non è l’effetto immediato al mancato pagamento di una bolletta, ma la conseguenza del protrarsi di un atteggiamento elusivo delle regole e del servizio. La cliente non ha mai presentato reclami o richieste di conciliazione che contestassero quanto richiesto. Anzi, è stata Abbanoa in ben tre occasioni ad avvisarla che la sua utenza registrava consumi anomali, forse dovuti a una perdita interna alla propria abitazione oppure all’utilizzo per più famiglie o per innaffiare il giardino. Lo slaccio è stato proceduto da numerosi solleciti. L’utenza è stata pubblicata nell’elenco dei plurimorosi il cui avviso è stato pubblicato anche sui quotidiani regionali».

L’ente gestore, tuttavia, indica una soluzione: «Per sospendere la procedura di slaccio e riattivare una fornitura interrotta si può procedere al pagamento di quanto dovuto e trasmettere la documentazione di avvenuto pagamento all’indirizzo di posta elettronica pagoslacci@abbanoa.it. Si può richiedere la rateizzazione del debito sempre scrivendo allo stesso indirizzo. È previsto un piano di dilazione, frutto dell’accordo con le associazioni dei consumatori, che consente particolari agevolazioni per mettersi in regola. Per sospendere la procedura di slaccio o riattivare immediatamente una fornitura già interrotta è possibile pagare una quota anticipata».

Francolina Pisu, intanto ha deciso di rivolgersi all’Adiconsum per far valere i suoi diritti.

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