«Per i senzatetto il Comune può usare gli stabili inutilizzati»
Paola Manconi, dirigente Aism ne individua anche due «Si pensi all’ostello e all’ex colonia Eca di Torregrande»
ORISTANO. «Il Comune possiede degli stabili che non utilizza e che potrebbe destinare ai senzatetto. Ad esempio, nella borgata di Torregrande, c’è l’ex ostello per gioventù. Sarebbe l’ideale per cancellare la vergogna delle persone costrette a dormire in macchina, come la signora Nicoletta Sanna».
Parole di Paola Manconi, volontaria e dirigente dell’Aism che lancia attraverso il giornale la sua proposta. «Mi rivolgo all’amministrazione comunale, in particolare al sindaco – dice – il problema dei senzatetto è piuttosto serio. Ci sono vicende, drammatiche che non emergono perché le persone hanno paura e vergogna, di altre donne costrette a vivere in macchina e di famiglie con bambini piccoli e anziani senza ricovero». La denuncia di Nicoletta Sanna, la donna di 44 anni, malata di cancro, che aveva raccontato di vivere in auto ormai da due mesi, dopo che lei, senza un lavoro, aveva subito il terzo sfratto, sta facendo discutere. «Un caso limite, ma solo la punta dell’iceberg di una situazione che va risolta», dice ancora Paola Manconi che racconta come un gruppo di associazioni del volontariato, per l’ex ostello di Torre Grande avrebbe anche un progetto «Trasformarlo in struttura per minori non accompagnati. I fondi, per la ristrutturazione e gli altri interventi necessari, arriverebbero attraverso la Banca del Sud, che finanzia questi progetti fino a 500mila euro. La proposta l’avevamo già presentata al sindaco che ha promesso di incontraci ancora. Speriamo lo faccia in fretta: ci sono emergenze che non possono aspettare».
L’ex ostello di via del pescatori non è l’unica struttura comunale inutilizzata. A Torregrande, ad esempio, c’è l’ex colonia Eca, restaurata che da tempo attende una destinazione. Il Comune la vorrebbe affidare in gestione esterna come struttura socio-sanitaria. Ma ad un anno di distanza dalla delibera che ha aperto la strada per i bandi pubblici, l’ex colonia ha un’unico inquilino che fa anche da custode. «Interesserò gli uffici di questa ipotesi, anche se passare dalle parole agli atti concreti non è mai automatico, soprattutto quando si tratta di pubblica amministrazione: sappiamo bene di questo patrimonio che potrebbe avere utilizzi ben più nobili che restare, desolatamente vuoto». La replica di Maria Obinu, l’assessore comunale alle Politiche sociali è articolata. L’assessore riferisce di aver incontrato anche ieri la signora Sanna «con la quale stiamo cercando una sistemazione ma non è facile – ammette – anche se Oristano è una piccola città e i numeri dell’emergenza abitativa sono parecchio lontani da altre realtà dove la situazione ha raggiunto livelli drammatici, il problema dei senzatetto c’è e va affrontato». L’assessore spiega che le risorse a disposizione sono limitatissime «basti pensare che se non fosse stato per i volontari, il Plus non sarebbe riuscito neppure ad aprire il dormitorio – dice – diventa una impresa trovare persino le risorse per l’edilizia popolare, tanto è vero che in graduatoria ci sono ancora più di duecento aventi diritto il lista d’attesa». «Senza contare – prosegue – che ogni giorno si aggiungono coloro che hanno subito uno sfratto. Quasi sempre si tratta di persone, spesso di famiglie, con bambini piccoli, che non possono permettersi di pagare un affitto a prezzo di mercato. I più fortunati trovano da sistemarsi, anche se in maniera totalmente precaria, presso familiari o conoscenti. Ma chi non ha nessuno deve per forza rivolgersi al Comune. Che purtroppo – conclude l’assessore – non sempre ha la soluzione».
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