Planargia marina, Abbanoa prepara i nuovi collettori
I centri costieri saranno allacciati al depuratore di Bosa Già richiesta la valutazione di impatto ambientale
TRESNURAGHES. Abbanoa ha avviato la procedura di valutazione di impatto ambientale (Via) per la realizzazione di una serie di opere che metteranno in collegamento la rete fognaria dei centri costieri della Planargia al depuratore consortile di Terridi a Bosa.
Il gestore unico prevede il rifacimento dei collettori fognari lungo la costa, la realizzazione degli impianti di sollevamento reflui necessari e l’adeguamento dell’impianto di trattamento di Bosa, punto finale della condotta e struttura che dovrà trattare i reflui in arrivo da Porto Alabe, Marina di Magomadas, Sa Lumenera e Turas.
In un avviso il gestore unico, come prevede la normativa, comunica che entro sessanta giorni dalla pubblicazione potranno essere fornite osservazioni o elementi conoscitivi e valutativi che concernono i possibili effetti sull’ambiente dell’intervento sottoposto alla procedura di Via.
Il progetto di adeguamento dello schema fognario depurativo numero Bosa – Depuratore consortile e collettore fognari si traduce in una rete che partendo da Porto Alabe (Tresnuraghes), convoglia anche i reflui di Santa Maria del Mare e Sa Lumenera (Magomadas) e dell’area di Turas, al confine tra Magomadas e Bosa, alla struttura consortile sulla sponda destra del fiume, alla periferia nord ovest della città del Temo.
La costruenda tubatura attraversa l’area Sic «entroterra e zona costiera tra Bosa, Capo Marrargiu e Porto Tangone», ed è per questo motivo che è stata avviata la procedura di valutazione di impatto ambientale.
Il progetto è ampiamente conosciuto in Planargia e più volte è stato foriero di non poche polemiche, anche recenti.
Le marine di Porto Alabe e Santa Maria del Mare, come la frazione di Sa Lumenera e l’area di Turas, non sono servite da alcuna rete e impianto fognario, con conseguente utilizzo di fosse settiche nelle strutture private e dei servizi da parte dei residenti.
Questo sistema comporta naturalmente di non pochi problemi ambientali e sanitari, quando il carico antropico, per il forte incremento di presenze turistiche giornaliere e stagionali, tocca nei mesi estivi notevoli picchi.
Una soluzione trovata anni fa fu quella di trasformare il depuratore di Bosa da comunale in consortile, potenziandolo per ricevere e trattare anche i reflui in arrivo dalla Planargia una delle condizioni.
Il progetto è in parte già realizzato con la costruzione di una tubatura e di pompe di sollevamento ma si ferma però a Turas, mentre un finanziamento di oltre sei milioni di euro concesso qualche anno fa dovrebbe permetterebbe di centrare l’obiettivo finale.
«I comuni interessati e l’assessorato regionale all’ambiente hanno ricevuto il progetto di massima. Questo dopo l’iter del Via approderà con le osservazioni ai competenti uffici regionali. Se tutto va per il meglio, dopo l’iter tecnico, i lavori potrebbero iniziare tra la fine dell’inverno e la primavera del 2017», spiega il sindaco di Tresnuraghes Salvatore Angelo Zedda.
Il primo cittadino è convinto che «questa è l’unica soluzione per risolvere i problemi delle aree costiere sul fronte reflui, condivisa dagli altri centri». Difficilmente però i lavori potranno concludersi entro l’estate del 2017, così che per risolvere i problemi ambientali del bacino turistico e eliminare gli scarichi a mare di Porto Alabe e dei centri vicini bisognerà attendere ancora un anno.
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