La Nuova Sardegna

Oristano

Sugherete infestate dai bruchi

di Maria Antonietta Cossu
Sugherete infestate dai bruchi

Abbasanta, allarme per la processionaria che minaccia querce e lecci

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ABBASANTA. La processionaria torna a minacciare l’integrità del patrimonio boschivo dell’Alto Oristanese. L’allarme si è levato dalle campagne di Sant’Agostino, dove è in atto una vera e propria invasione del parassita delle querce da sughero. Il timore degli operatori agricoli è che un intervento fitoterapico tardivo possa compromettere la crescita delle piante giovani e rallentare le funzioni vitali degli esemplari adulti, che tuttavia reagiscono agli attacchi emettendo nuove foglie.

Cionostante il processo di rigenerazione determina una ripresa più lenta che va a discapito della produzione del sughero con conseguenti perdite anche di carattere economico. Le proporzioni dell’infestazione appaiono preoccupanti e oltretutto c’è chi paventa la presunta resistenza del lepidottero al batterio utilizzato nei formulati fitosanitari. «Ho eseguito il trattamento con il bacillus sulle mie sughere e dopo quindici giorni la situazione non è cambiata, semmai è peggiorata. Pochi giorni fa sono letteralmente fuggito perché mi ritrovavo bruchi ovunque», lamenta Giorgio Angioi.

Ghilarzese, possiede un appezzamento di un ettaro a Sant’Agostino, sul quale riporta una situazione critica: «È un disastro: basta percorrere la provinciale e si notano le condizioni delle piante: foglie ingiallite e chiome diradate. Nel mio terreno la processionaria ha infestato una quarantina di sughere e ora sta attaccando le piante da frutto». Secondo le rilevazioni degli ultimi anni la lotta biologica sarebbe risultata utile nel contrastare l’azione dell’insetto defogliatore, ma Giorgio Angioi ne contesta l’efficacia e invoca una terapia d’urto immediata che faccia a meno del batterio: «Quando ho constatato che l’intervento antiparassitario con il bacillus era stato inutile, ho utilizzato un disinfestante che ha fatto effetto nel giro di un’ora e mezza. Bisogna intervenire subito e seriamente, con l’ ausilio degli elicotteri e con prodotti efficaci».

Non è escluso, peraltro, che il fenomeno sia più esteso. Si parla di invasione anche sull’altra sponda dell’Omodeo. La presenza del lepidottero è stata riscontrata nelle sugherete e nei lecceti di Sorradile. E non sarebbe la prima volta. «L’anno scorso ho segnalato il problema al Corpo forestale e alla Provincia sollecitando inutilmente un intervento. Dovrebbe essere la Regione a fare qualcosa», ha dichiarato il sindaco Pietro Arca. Un’alta concentrazione del parassita è stata notata anche nel versante più a est dell’Oristanese e oltre i confini provinciali, lungo la strada Aidomaggiore-Borore.

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