Il palazzetto con l’argilla sotto i piedi
Avviata un’indagine supplementare per capire la conformazione del terreno su cui poggerà il nuovo impianto
ORISTANO. Tutti gettano acqua sul fuoco e minimizzano sul rischio. In realtà di acqua ce ne sarebbe più di quella che si pensava, tanto da complicare la strada per la costruzione del nuovo palazzetto dello sport da duemila posti e circa cinque milioni di euro di finanziamento. A poche settimane dall’apertura del cantiere affidato alla ditta Raffaello Pellegrini ci sono da fare i conti con un primo – gli esperti dicono atteso e non troppo problematico – inconveniente.
Galeotto fu il terreno argilloso di Sa Rodia, che, per la sua particolare conformazione potrebbe costringere la ditta incaricata di portare avanti la costruzione dell’impianto ad apportare alcune modifiche al progetto previsto e approvato ormai da tempo. Il problema, che non è stato definito tale, è stato rappresentato nei giorni scorsi anche al sindaco Guido Tendas e all’assessore Emilio Naitza, ma i responsabili dell’azienda hanno mostrato la massima tranquillità. Solo che Oristano già in passato è rimasta scottata dalla presenza di falde acquifere e dalla tipologia del terreno, per cui un minimo di timore lo si avverte anche nelle quanto mai decise parole del primo cittadino: «L’impresa assicura che non ci sono problemi e che ancora non è tempo di modifiche».
La mente corre però veloce a quanto accaduto qualche anno fa con il parcheggio di via Mariano, dove i lavori furono interrotti pochissimo tempo dopo l’inizio per via della presenza di acqua che non era stata prevista da chi aveva redatto il progetto dopo aver effettuato gli accertamenti sul sottosuolo dell’area. Ma quelli, evidentemente, erano esami sbagliati.
Non dovrebbe essere il caso di Sa Rodia, che ha visto la stessa Raffaello Pellegrini partecipare alla progettazione integrata e che poi ha ottenuto il via libera dalla commissione presieduta dal dirigente del settore Lavori Pubblici, Walter Murru, che ha certificato la bontà del progetto. Si dovrebbe quindi navigare in acque quanto mai tranquille e basse. Ad ogni modo al momento è stato deciso che è necessaria un’indagine supplementare per verificare l’esatta conformazione del terreno argilloso e quindi valutare se è necessaria un’eventuale modifica al progetto. Qualche dubbio riguarda le dimensioni delle fondazioni su cui dovrà poi poggiare il palasport, ma futuri assestamenti e modifiche al progetto devono essere prima preceduti dall’indagine supplementare già avviata.
L’amministrazione ha ricevuto ampie rassicurazioni dall’azienda anche sul fatto che questo imprevisto-prevedibile non dovrebbe far rallentare i lavori in corso e certamente non porterà a un bis del caso di via Mariano.
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