La Nuova Sardegna

Oristano

Tutti i punti deboli del piano S. Quirico per il termodinamico

di Roberto Petretto
Tutti i punti deboli del piano S. Quirico per il termodinamico

Vertice al Servizio valutazione ambientali della Regione L’azienda dovrà fornire chiarimenti su una serie di aspetti

2 MINUTI DI LETTURA





ORISTANO. Una battuta d’arresto per la San Quirico Solar power Srl: ieri mattina, negli uffici cagliaritani del Servizio sostenibilità ambientale - valutazione impatti e sistemi informativi ambientali, sono stati messi in evidenza i punti deboli di un progetto che punta a realizzare un impianto termodinamico nelle campagne della borgata agricola da cui la società prende il nome.

I punti deboli. Sono almeno quattro le lacune evidenziate dai tecnici della Regione, in un incontro in cui, oltre ai rappresentanti dell’azienda, era presenti anche i sindaci di Palmas e di Oristano. Ai rilievi mossi ora l’azienda dovrà fornire delle spiegazioni, per iscritto. E dovranno essere convincenti.

La legna. La centrale a biomasse che dovrebbe far funzionare l’impianto nei periodi di scarsa esposizione solare, in realtà, secondo i piani, sarà alimentata prevalentemente con della legna. Da dove arriverà questa legna? Nel progetto i canali di approvvigionamento sono indicati chiaramente, ma con delle lacune. I tecnici regionali, su segnalazione dell’Ente foreste, hanno messo in evidenza il fatto che alcuni boschi a cui il progetto fa riferimento sono stati distrutti anni fa da degli incendi. Qualcosa da chiarire c’è.

Siti alternativi. La San Quirico Solar power ha spiegato nel progetto il motivo della scelta di un’area tra Oristano e Palmas. Ma la spiegazione del perché siano state escluse altre zone (anche zone industriali adeguatamente attrezzate) non è stata convincente e i tecnici regionali hanno chiesto ulteriori chiarimenti.

Colture. Sono previste dal progetto delle colture da impiantare tra gli specchi dell’impianto. Ma i rilievi dei tecnici regionali avrebbero messo in evidenza delle incompatibilità sotto l’aspetto della sicurezza. Si tratterebbe in fatti di colture che mal si conciliano con le altissime temperature di tubature e specchi durante l’esercizio dell’impianto. Troppo alto il rischio di incendio. E anche l’ipotesi di coltivare della gramigna che conferirebbe alla zona un aspetto verde molto gradevole, non avrebbe nulla di agricolo e inoltre richiederebbe dell’acqua per innaffiare il tappeto d’erba.

Piano economico. Alla sorpresa dei tecnici regionali di fronte a un piano economico che prevede utili già al primo anno è stata data una spiegazione: il beneficio degli incentivi si avrebbe già in fase di costruzione dell’impianto.

Il sindaco Tendas. Non è una sorpresa che il primo cittadino si esprima a favore del progetto, nonostante il consiglio comunale abbia votato una mozione in senso contrario. Tendas si è detto favorevole a qualsiasi iniziativa imprenditoriale che porti benefici economici alla comunità.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google

Primo Piano
Maltempo

Meteo Giuliacci, ciclone in arrivo: piogge intense e temperature in picchiata

Le nostre iniziative