La Nuova Sardegna

Oristano

Il Museo archeologico verso l’apertura

di Piero Marongiu
Il Museo archeologico verso l’apertura

Cuglieri, la sede è quasi pronta ad ospitare i reperti restituiti dal sito tardo antico di Columbaris

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CUGLIERI. Della serie: anche i sogni, quando fortemente voluti, possono diventare realtà. Una realtà, quella del Museo archeologico, che, per quanto riguarda Cuglieri, a breve potrà essere visitabile.

Gli spazi museali, ricavati nella splendida struttura già sede del convento dei Cappuccini, sono quasi pronti ad ospitare i reperti restituiti dal sito tardo antico di Columbaris, dove sono ancora ben visibili i resti di una basilica paleocristiana e l’area della necropoli punica di Fanne Massa, e di Corchinas, dove sorgeva l’antica città sardo-punica-romana di Cornus.

In questi giorni studiosi e operai del Comune sono impegnati negli ultimi lavori prima dell’inaugurazione del museo, prevista a breve, forse già prima dell’estate. Ma gran parte dei reperti rinvenuti nelle aree di scavo, elementi architettonici, vasellame di età tardo antica e un’anfora utilizzata come sepoltura del tipo a enkytrismos, sono già stati sistemati negli appositi spazi. La campagna di scavi in corso nell’area di Corchinas, curati dall’archeologo Salvatore De Vincenzo, che si avvale di una ventina di studenti provenienti dall’Università della Tuscia e da quella di Berlino e di alcune maestranze messe a disposizione dal Comune, interessa in particolare il vasto complesso termale, già ben visibile e in gran parte recuperato dal lavoro degli archeologi.

Il Museo non ospiterà soltanto spazi espositivi ma anche due importanti laboratori: uno dedicato al restauro dei reperti rinvenuti nelle aree sottoposte a indagine, l’altro alla tenuta della documentazione.

«Al momento – ha detto Salvatore De Vincenzo – il nucleo principale della collezione archeologica esposta nel Museo è costituito dai materiali rinvenuti nel sito di Columbaris, in occasione delle varie campagne di scavo effettuate a partire dagli anni 50. Successivamente, saranno presenti reperti provenienti dall’intero territorio cuglieritano, e anche da collezioni private, rinvenuti a partire dal 1800». Una delle campagne, condotte negli anni sessanta dallo studioso Ovidio Addis, teuladino di nascita e seneghese d’adozione, nel sito di Columbaris, aveva consentito il rinvenimento di numerosi e importanti reperti, molti dei quali attualmente esposti nei vari musei sardi.

«Recentemente ho ricevuto il benestare da parte della sopraintendenza ai beni archeologici della Sardegna - ha detto Salvatore De Vincenzo - per visionare i materiali custoditi nei magazzini del museo di Cagliari al fine di recuperare i reperti provenienti dagli scavi di Columbaris e Corchinas, ed esporli a Cuglieri, sede naturale di quel materiale».

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