I piani per l’estate in città dividono Torregrande
Le previsioni degli operatori sono positive: «La gente verrà comunque» Pareri discordanti sulle iniziative nel capoluogo: per alcuni un colpo basso
TORREGRANDE. Si scaldano i motori a Torregrande per l'inizio della stagione estiva. Il tutto si svolge però un po’ a rilento, tra il ritardatario Maggio della torre e l’alternarsi scostante di sole, vento e pioggia che allontanano il traffico dalla spiaggia. Nonostante ciò, i commercianti della marina di Torregrande si mostrano ottimisti e pronti ad accogliere l’imminente ondata dei bagnanti.
«Stiamo iniziando a lavoricchiare- spiega Giancarlo Uda del Mini market Nonna Isa -, siamo ottimisti. Ci sarà Mondo Ichnusa e il MagGiugno; se ci sono manifestazioni di questo tipo la gente circola. Per ora tutto dipende molto dal clima, le belle giornate giocherebbero sicuramente più a nostro favore».
«Finora si va un po’ a rilento - racconta Michele Falconi, titolare della Gelateria del Viale fresca dell’inaugurazione del primo maggio -. Per adesso si lavora bene nel fine settimana. I presupposti per la stagione ci sono, siamo ottimisti».
Tra condizioni climatiche non troppo favorevoli e l'arrivo dei primi turisti non mancano le polemiche e i pareri discordanti dei commercianti su ciò che avverrà nei prossimi mesi. All’ordine del giorno le nuove iniziative previste per l'estate di Oristano. Gli schieramenti sono due e se da un lato c'è chi rimane indifferente, se non addirittura contento, dall'altro c'è chi pensa che le iniziative in città, tra balli in piazza, notti bianche e negozi con apertura serale prolungata, taglieranno un po' le gambe alle attività del lungomare.
Tra i favorevoli i titolari di Picca Uda Beach e il loro staff composto da Elia Fadda, Roberto Fiori, Francesca Usai e Riccardo Falsini. «Siamo ottimisti per la nuova stagione - spiegano -. Vediamo che inizia già ad esserci movimento. Le manifestazioni di Oristano? Ben vengano. Sono due cose distinte, noi abbiamo un’attività anche in città e vediamo in prima persona come le due cose siano separate. Chi vorrà venire a Torregrande verrà comunque».
Sulla stessa linea di pensiero il titolare di Fabry & Vale snack bar. «Stiamo iniziando a lavorare bene - spiega Gianni Manis -. Dipende sempre molto dal clima, oggi ad esempio c’è un vento forte un po’ scoraggiante. Per quanto riguarda gli eventi ad Oristano, non penso influiranno negativamente per la stagione di Torregrande».
Favorevole anche Giancarlo Uda: «Ben venga, è giusto che ad Oristano ci siano delle iniziative del genere per attirare anche il turismo. Chi vuole venire qui viene lo stesso».
Del parere opposto Franco dell’Hanck bar. «Torregrande ne risentirà - spiega -, la stanno un po’ mettendo da parte. È come quando si hanno due figli e a uno si compra un bell’abito e all’altro il calzoncino. Oristano e Torregrande sono della stessa famiglia e dovrebbero essere valorizzate entrambe. In ogni caso la stagione promette bene, tempo permettendo, stiamo iniziando a lavorare».
«Le iniziative ad Oristano - fanno eco dal Chiosco John - ben vengano, basta che non ci ostacolino. Qui non si organizza quasi nulla e l’amministrazione continua a vietare tutto, come la musica che siamo costretti a spegnere a mezzanotte per non disturbare le case della prima fila che sono tutte sfitte. Il Comune non si degna di organizzare serate, concerti, eventi e spesso si dimentica che qui ci vive gente anche d’inverno e Torregrande viene abbandonata. A Natale non abbiamo neanche una luce».
Più morbida l’opinione di Irma Materi dell’Oasi café: «Un po’ di gente la porteranno sicuramente via. Bisognerebbe equilibrare e cercare di non togliere niente né da lì né da qui. Per ora stiamo iniziando a lavorare, siamo speranzosi».
«L’apertura prolungata dei negozi in città - spiega invece la titolare di Souvenir la torre - non penso tolga qualcosa a Torregrande. Piuttosto altre manifestazioni come i balli, dovrebbero essere organizzate qui, altrimenti si rischia di tagliarci un po’ le gambe. Anche il ritardo del Maggio della torre non ci ha aiutato».
Ma i pareri più duri arrivano dai nostalgici ambulanti, tra cui Maria Cristina Medda. «Ormai esiste solo la Sartiglia. Qui non si organizza mai nulla, si sa solo vietare. Bisognerebbe ritornare all’amministrazione di Scarpa o Arca che garantivano il pienone a Torregrande».
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