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Il 12 giugno l’ottava Sagra ma il tartufo è in pericolo

Il 12 giugno l’ottava Sagra ma il tartufo è in pericolo

LACONI. Fervono i preparativi per l’ottava edizione della Sagra del tartufo di Sardegna in programma il prossimo 12 giugno. La manifestazione organizzata dalla Pro Loco sarà ospitata, come di...

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LACONI. Fervono i preparativi per l’ottava edizione della Sagra del tartufo di Sardegna in programma il prossimo 12 giugno. La manifestazione organizzata dalla Pro Loco sarà ospitata, come di consueto, all’interno del Parco Aymerich di Laconi.

Numerosi gli espositori per un evento in grado di richiamare turisti e promuovere un’ eccellenza del territorio del Sarcidano, in parte ancora da scoprire e valorizzare. Il programma prevede un pranzo con un menù con piatti a base di tartufo e intrattenimento musicale e balli.

Il prelibato tubero cresce spontaneo, tra lecci e roverelle, nel triangolo del Sarcidano tra Laconi, Nurallao e Villanovatulo e in particolare nei boschi di Santa Sofia, dove, per quanto concerne le varietà, si può trovare un po' di tutto, dallo scorsone, il più comune e meno pregiato, sino al bianco d'Alba.

Il quantitativo annuale di raccolta va dai dieci ai quindici quintali e in tutta la zona i cercatori di tartufo sono circa una ventina. Il mercato è promettente; oggi, infatti, solo una piccola parte del prodotto resta nell'isola, mentre il resto viene esportato. Non è insolito ritrovare il tartufo del Sarcidano anche nei menù dei più prestigiosi ristoranti dell’isola e, sotto altro marchio, anche nei ristoranti della penisola, ma il giro commerciale è ancora difficile da definire.

La sagra è una buona occasione per far apprezzare il tartufo e la sua versatilità in cucina, dove viene utilizzato dall’antipasto al dolce. Rappresenta una risorsa importante per l’economia della zona e in futuro potrebbe garantire nuove possibilità occupazionali, magari con l'industria della trasformazione del prodotto.

Ancora oggi, dopo tanti anni di richieste da parte di raccoglitori e degli amministratori locali, non esiste, però, una normativa che tuteli il tartufo, ma solo una proposta di legge regionale del 2014 per la “Tutela e disciplina della raccolta dei funghi epigei e ipogei spontanei” che prevede, per poter esercitare la ricerca e la raccolta del famoso tubero l'obbligo del patentino, come avviene in altre Regioni.

Constatazione amara è che, quanto più si allungano i tempi per arrivare ad una normativa, tanto più si accorcia la vita delle tartufaie spontanee, oggetto di continua opera di razzia da parte di raccoglitori inesperti. (iv.ful.)

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