Le tensioni interne al Pd non preoccupano Daga
ORISTANO. Era scomparso da un po’ di tempo dai radar della politica oristanese. Poi te lo ritrovi in una di quelle posizioni chiave dello scacchiere: la presidenza del Consorzio industriale. Anche se...
ORISTANO. Era scomparso da un po’ di tempo dai radar della politica oristanese. Poi te lo ritrovi in una di quelle posizioni chiave dello scacchiere: la presidenza del Consorzio industriale. Anche se lui ci tiene a precisare che il suo contributo è in veste di imprenditore. Massimiliano Daga, titolare della Faldor, azienda del settore degli impianti elettrici, è venuto fuori vincitore da uno scontro che per un paio di settimane ha tenuto impegnato il Cda del Consorzio (che coincide anche con l’assemblea) e che ha portato l’ente vicino al commissariamento.
Uno scontro nato in casa Pd che alla fine ha costretto il sindaco Tendas a modificare la propria posizione. Daga non ritiene di doversi preoccupare per le scosse telluriche che agitano il Pd oristanese e che arrivano sino a Palazzo degli Scolopi. In effetti la sede del Consorzio è più distante: «Non risentirò degli attriti interni al Pd - dice Daga -. La mia elezione è frutto di un accordo tra persone. E del resto anche i partiti sarebbero dei contenitori vuoti senza le persone che li riempiono. Se poi le cose dovessero andare diversamente da come penso io, nessuno problema. Tornerò a dedicare alla mia azienda e alla mia famiglia il tempo che gli sottrarrò ora. Come imprenditore mi sto mettendo al servizio del Consorzio per dare un contributo».
Le priorità da perseguire? «In questi giorni gli uffici e il direttore mi aggiorneranno sulla situazione - dice ancora Massimiliano Daga - quindi definire un’agenda. Innanzitutto c’è lo statuto da aggiornare per adeguarlo alla normativa. E poi, in linea di massima, si cercherà di creare i presupposti perché il Consorzio sia la casa delle imprese e dei consorziati. Perché le aziende trovino allettante investire nell’area industriale».
Qualche idea Daga ce l’ha già: «Credo che dobbiamo, tutti insieme, trovare la capacità di fare rete. È importante che chi fa impresa riesca a lavorare senza prescindere dal resto. Dal turismo, dal patrimonio naturalistico e archeologico».
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