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Oristano

Sino a settembre niente scuolabus per Siamaggiore

Sino a settembre niente scuolabus per Siamaggiore

Brutte notizie dall’incontro in assessorato per il sindaco Pili «La vincitrice dell’appalto ha rinunciato, tempi più lunghi»

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SIAMAGGIORE. Nulla da fare: gli scuolabus per gli alunni di Siamaggiore non saranno disponibili neppure per il prossimo settembre. La comunicazione è stata data al sindaco Anita Pili dal capo di gabinetto dell’assessorato regionale alla Pubblica istruzione.

Il capo di gabinetto - riferisce Anita Pili - mi ha detto che la Regione è in trattative con la seconda impresa aggiudicataria dell'appalto. La prima ha rinunciato e la seconda dovrebbe accettare agli stessi importi della prima in graduatoria».

Ma anche se non ci dovessere essere degli intoppi ulteriori, i tempi per la consegna dei nuovi mezzi, quelli da 35/40 posti, non saranno brevi. «Se anche dovesse andare a buon fine l'accordo, gli scuolabus saranno da assemblare e i tempi saranno comunque lunghi», aggiunge con amarezza Anita Pili.

«Nella peggiore delle ipotesi dovranno nuovamente bandire la fornitura degli scuolabus 35/40 posti. Quello che tra l'altro è accaduto per gli scuolabus superiori ai 40 posti».

L’unica notizia positiva dovrebbe arrivare da una maggiore disponibilità finanziaria, per ora ipotizzata solo a livello di promessa: «Il capo di gabinetto - aggiunge il sindaco - mi ha comunicato che per l'anno in corso, rispetto a quello passato, lo stanziamento per il trasporto scolastico è passato da un milione e 800mila euro a due milioni e questo dovrebbe fare in modo che la contribuzione sul rimborso spese del trasporto scolastico aumenti per i singoli comuni».

Il sindaco Pili va indietro nel tempo, al 2015, quando era ancora assessore: «Ricordo ancora le parole della titolare della Pubblica istruzione, Claudia Firino: “La scelta di chiudere le pluriclassi è una scelta d'eccellenza e non graverà sul bilancio comunale”, disse. L’operazione avrebbe avuto senso se la razionalizzazione dei plessi, fosse stata preceduta da una verifica di qualità di quelli più numerosi. Invece, la razionalizzazione si è basata sulla distanza chilometrica».

E ora i Comuni devono fare i conti con situazioni come questa.

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