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Oristano

La Spo ha ancora un futuro

La Spo ha ancora un futuro

Il presidente Calvisi ha presentato il bilancio e parlato delle prospettive

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ORISTANO. Primo: l’interruzione della continuità aziendale della società in house Servizi Provincia Oristano non è all’ordine del giorno dell’azionista unico che è appunto la Provincia. Secondo: la legge regionale di riordino degli enti locali e la riforma costituzionale che cancella le Province non è un handicap, ma anzi una opportunità per la Spo, che può e deve puntare a una forte crescita sia in termini di fatturato sia in termini di qualità dei servizi che adesso svolge.

Lo ha detto il presidente della Spo, Gabriele Calvisi, nel corso della conferenza stampa convocata nella nuova sede di via Parigi per la presentazione del nuovo logo della società, per il quale era stato bandito un concorso tra gli studenti dell'Istituto d'Arte Carlo Contini. Il premio di cento euro è andato a una studentessa della Terza A, Giulia Campanaro, che ha saputo riassumere in maniera semplice e gradevole la mission della società, che vede al primo posto proprio la manutenzione delle scuole.

Per ora solo quelle della Provincia, in futuro forse anche quelle dei Comuni e molto altro ancora. La Servizi Provincia Oristano che immagina il presidente Calvisi a cinque mesi dall’insediamento, è una società multiservizi capace di operare a livelli di eccellenza non solo nel campo della manutenzione degli edifici scolastici, come già avviene adesso, e di tutti gli edifici pubblici, ma anche in quelli di manutenzione delle strade e di tutela dell’ambiente e perfino della promozione dello sviluppo sociale ed economico del territorio ereditando un po' le funzioni del già condannato Sil.

Da sola o magari assieme alla società in house del Comune o a quelle delle province di Cagliari, Sassari e Nuoro, con le quali ci sono già stati dei confronti. Attualmente la Spo conta 39 dipendenti, quattro impiegati e 35 operai e i lavori eseguiti per conto della Provincia hanno portato entrate per un milione e 453 mila euro e rotti, la maggior parte dei quali, un milione e 103 mila euro, sono serviti a pagare i lavoratori. (fgp)

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