Progetto Eleonora, a luglio il responso del Consiglio di Stato
Arborea, ieri a Roma l’udienza per il ricorso della Saras All’esterno di Palazzo Spada una delegazione dalla cittadina
ROMA. Una documentazione talmente esaustiva, quella portata all’attenzione del Consiglio di Stato che deve decidere sul ricorso della Saras per il Progetto Eleonora, al punto che il collegio, presieduto da Giuseppe Severini (lo stesso magistrato a capo del collegio che blindò Tuvixeddu) non ha ritenuta necessaria la discussione. Il Consiglio di Stato ieri non ha sciolto la riserva sul ricorso presentato dalla società dei Moratti contro la sentenza del Tar , che aveva bloccato la procedura di valutazione di impatto ambientale relativa al pozzo esplorativo per la ricerca di gas naturale. Un pozzo da realizzare vicino a una zona di altissimo pregio ambientale; e non è un caso che davanti ai giudici si siano presentati anche il Comune di Arborea (rappresentato dall’avvocato Mauro Barberio), la Regione (avvocato Alessandra Camba), e il Gruppo di intervento giuridico, con l’avvocato Rosalia Pacifico.
Ci vorrà almeno un mese e mezzo per conoscere il pronunciamento della magistratura amministrativa. Ieri mattina, davanti a Palazzo Spada, sede del Consiglio di Stato, si è svolto un pacifico e composto sit-in di una dozzina di persone. C’era il sindaco di Arborea, Manuela Pintus, i rappresentanti del Comitato No al Progetto Eleonora, del Gruppo di intervento giuridico, ma anche delle cooperative 3A e Produttori di Arborea, paradigma di un sistema economico-produttivo che fonda le sue credenziali sulla sostenibilità ambientale.
La decisione del Consiglio di Stato dovrebbe arrivare dunque entro luglio «Ci auguriamo che sia prima del 10 agosto, giorno in cui festeggiamo “Fenicotteri sotto le stelle” e quindi il nostro territorio», ha commentato il sindaco Pintus.
Il pronunciamento del Tar, contro il quale ha presentato ricorso la Saras (che chiede anche un risarcimento di 7,2 milioni di euro per le spese sostenute per analisi e sondaggi), aveva in sostanza riconosciuto come valide le motivazioni della Regione nel provvedimento che bocciava il progetto per le trivellazioni esplorative. La decisione del Consiglio di Stato, in qualunque senso vada, porterà con sè importanti implicazioni sul futuro del territorio, ma anche su altri iniziative analoghe legate alla ricerca di fonti energetiche nel sottosuolo.
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