Pericolo di crolli, la Cattedrale di Bosa parzialmente chiusa
Ordinanza del sindaco dopo il sopralluogo dei vigili del fuoco L’area del presbiterio inagibile dopo gli ultimi cedimenti
BOSA. Il sindaco Luigi Mastino prima di prendere formali provvedimenti attendeva la relazione dei Vigili del Fuoco. Questi al termine del sopralluogo in Cattedrale, avevano già in via precauzionale sistemato il nastro bianco e rosso che di fatto rendeva off limits l’accesso all’altare maggiore. Provvedimento ora definitivo, dall’ordinanza firmata nelle scorse ore da Luigi Mastino.
Il primo cittadino ha ordinato «l’interdizione dell’accesso alle persone nell’area del presbiterio sottostante la cupola all’interno della cattedrale di Santa Maria Immacolata». Praticamente un atto dovuto, considerato che qualche settimana fa, presumibilmente nella notte fra il 7 e 8 maggio, era stato segnalato al comune il crollo di alcuni rivestimenti interni, piombati a terra proprio nell’area del presbiterio. Un primo sopralluogo era stato eseguito dal sindaco, dal parroco della cattedrale in rappresentanza del Capitolo don Franco Oggianu e dai tecnici comunali il dieci maggio. Quindi dal comune è partita una relazione alla Diocesi di Alghero-Bosa, alla Sovrintendenza, al Ministero dei Beni Culturali, agli assessorati regionali di competenza, in cui veniva segnalato «il grave stato di degrado della Cattedrale e, in particolare, le condizioni precarie dell'area del presbiterio», con richiesta di «un intervento urgente di messa in sicurezza».
Lunedì nella Chiesa sono intervenuti i Vigili del Fuoco del comando provinciale di Nuoro, che hanno inviato una dettagliata relazione al sindaco, non prima però di aver delimitato la zona di possibile pericolo. Si tratta dell’area del presbiterio sottostante la cupola, che viene ritenuta inagibile. Luigi Mastino, alla luce degli esiti dei sopralluoghi, «ritenuto indispensabile preservare la sicurezza e l'incolumità di persone e cose all'interno della Cattedrale», ordina quindi ora formalmente l'interdizione dell'accesso alle persone nell'area del presbiterio. L’edificio è stato già oggetto in passato di corposi restauri la Cattedrale, dove però da tempo la presenza di infiltrazioni di acqua piovana, e di macchie di umidità, proprio nella cupola che sovrasta l’altare oggi off limits per sacerdoti, fedeli e visitatori, crea a quanto pare non pochi grattacapi.
Senza contare che nel timpano della cupola si trovano i dipinti di Emilio Scherer, risalenti alla fine dell’ottocento, che già manifestano evidenti segni di degrado. Tassello di un corposo nucleo di opere che fanno parte della storia della città e della Sardegna, altrettanto bisognose d’attenzione, la Cattedrale ed i dipinti del pittore parmense naturalizzato bosano. Come il tempio di Santa Croce, sede delle seicentesche effigi utilizzate il martedì Santo per i riti di Sos Misterios ad esempio, e quello di Sant’Antonio. Quest’ultimo chiuso da qualche anno, messo in sicurezza statica attraverso la posa di impalcature, ma su cui sarà necessario intervenire, come per la Cattedrale, con il reperimento di fondi e lavori di restauro prima di una possibile riapertura. Che in molti a Bosa sperano ora possa essere, almeno per Cattedrale, il più celere possibile.
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