«Una scarica e il cuore è ripartito»

Le fasi drammatiche per strappare alla morte il giocatore

ORISTANO. «Ero nella panchina della mia squadra, poi....». Poi il dottor Lido Pinna si accorge di cosa stia accadendo a pochi metri da lui e allora corre verso il calciatore a terra. «Ho controllato il polso e capito che non c’era battito. Fortunatamente anche Andrea Frongia si trovava vicino al campo, perché da solo sarebbe stato tutto molto più complicato», racconta il medico che ha soccorso Elio Minnei durante la partita del campionato di calcio amatoriale Over 35. «In due abbiamo collaborato per praticargli il massaggio cardiaco, poi ci hanno portato il defibrillatore ed è bastata una sola scarica per rianimarlo», conclude. E il defibrillatore è stato certamente fondamentale perché questa storia di un pomeriggio come tanti non avesse un diverso e tragico finale.

«Fa parte delle misure per tutelare la salute delle persone impegnate nei nostri campi – dice il responsabile del centro federale della Figc a Sa Rodia, Gabriele Schintu –. In più tutti gli atleti che partecipano a campionati anche amatoriali si sottopongono annualmente alle visite mediche». Ma forse sarebbe il caso di andare anche oltre: le squadre potrebbero iniziare a pensare che sia indispensabile precauzione avere il medico e un’ambulanza nell’impianto. (e.c.)

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