La solidarietà cambia e arriva in strada
Il lavoro della Croce Rossa per combattere l’emarginazione sociale: senzatetto e anziani soli in cima alla lista
ORISTANO. Li conosciamo per le loro divise, per le manifestazioni pubbliche dove, sono sempre presenti. Quattrocento volontari, con circa trenta infermieri volontari e militari volontari. Poi ci sono le autoambulanze: quattro le postazioni del 118 che li vedono impegnati quotidianamente. Sabato scorso, la loro presenza all’ipermercato di Porta Nuova, dove raccoglievano generi di prima necessità per rifornire la dispensa destinata alle opere di solidarietà, come il “Pronto soccorso alimentare” non è passata inosservata. Tanti sono stati i clienti che, fatta la spesa, si sono fermati dai volontari con una busta di cibo e altri generi, per i poveri. Loro, sono sempre pronti a intervenire: nelle grandi emergenze sono nella sala operativa della Protezione Civile. O vanno nei porti, ad assistere agli sbarchi dei profughi dopo le operazioni di salvataggio dei barconi della disperazione.
Cresce in provincia la Croce Rossa, con tante adesioni da parte di persone sempre più motivate. Aumentano anche gli impegni, in un territorio dove il reddito pro capite è fra i più bassi a livello nazionale e il numero dei poveri sale giorno dopo giorno. Non è un caso infatti, che la Croce Rossa oristanese assista costantemente 150 famiglie della città e dei centri del circondario, con generi di prima necessità, dal cibo ai vestiti, passando per i prodotti per l’igiene, ma anche medicinali.
«È un territorio dove c’è tanto da fare, non solo di materiale, ma anche sul fronte dell’assistenza psicologica – dice Antonella Garau, presidente del Comitato della Croce Rossa italiana –. Non è un caso che abbiamo affiancato ai servizi che già garantiamo, le unità di strada, formate da volontari che girano per la città per offrire assistenza, anche psicologica alle persone che si trovano che si trovano in situazioni di emergenza. Parlo dei senzatetto, che sono sempre in aumento e a Oristano ne conosciamo almeno una ventina. E poi ci sono gli anziani che vivono soli e non hanno un parente o un vicino che li possa assistere».
Francesca Zoccheddu, delegata dell’Area 6, aggiunge: «Vogliamo dare un significato nuovo alla parola aiuto, basando la nostra opera sulla necessità di restituire dignità alle persone e fermare il fenomeno dell’emarginazione sociale che sta raggiungendo livelli allarmanti». Le sedi della Croce Rossa sono infatti ben note in città, ma l’opera innovativa dei volontari è quella di non costringere i bisognosi a recarsi nelle strutture di soccorso. «Andiamo invece noi da loro – conclude la presidentessa – per rompere la cortina della solitudine e dell’indifferenza che crea le esclusioni».
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