Via da Abbanoa, il comitato chiede un referendum
Consiglieri di opposizione e cittadini pronti alla battaglia Consultazione popolare per lasciare il gestore del servizio
ORISTANO. Un referendum per spazzare Abbanoa. Chi lo propone è convinto che avrà un effetto dirompente, ma al momento sul tavolo restano inevitabili anche i dubbi che sin qui sono stati affacciati sulla questione. Eppure i componenti del comitato di cittadini che comprende quasi tutta l'opposizione in consiglio comunale, per quanto il comitato si dichiari apolitico, sono convinti di poter arrivare al risultato.
Cavalca il vento in poppa delle oltre mille firme raccolte e ora vuole avviare una consultazione pubblica, affinché siano gli elettori ad esprimersi sulla volontà o meno di rimanere all'interno di Abbanoa. La battaglia non è infatti iniziata martedì, durante la prima riunione del comitato, ma è in corso da molto. La raccolta di firme di chi vuole che il Comune abbandoni il gestore del servizio idrico e lo riporti tra le sue competenze, è stato solo l'ultimo atto preparatorio.
Prima c'erano stati alcuni incontri e assemblee pubbliche. La discussione era già arrivata al consiglio comunale, che però, sulla scorta del parere legale dell'avvocato dell'ente, Gianna Caccavale, aveva giudicato come improponibile e rischiosa un'uscita da Abbanoa.
Il Comune era finito nelle braccia del gestore diversi anni fa, durante la precedente consiliatura targata Nonnis. Dopo anni però l'insoddisfazione monta, come le iniziative di protesta. Si vuole così arrivare al referendum con il quale chiedere ai cittadini se vogliono che si rimanga in questa situazione oppure se gradiscono che il Comune si faccia carico della gestione dell'acqua come in passato.
La strada per arrivare al referendum non è esattamente in discesa. «Prima di tutto bisogna sottoporre il quesito referendario al consiglio comunale che deve votare per la sua ammissibilità o meno – spiega Salvatore Ledda, componente del comitato –. Se la risposta sarà positiva, si programmerà una grande assemblea pubblica e poi si inizierà a valutare, magari assieme alla Regione che è proprietaria di Abbanoa, le modifiche alle norme".
E di fronte ai dubbi sollevati dall'avvocato del Comune? "Non è il solo parere - prosegue Salvatore Ledda -. C'è quello del segretario generale, Luigi Mele, che dice che un'uscita da Abbanoa è possibile".
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