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Oristano

Mandis “silura” Tendas: «Ha fallito»

di Enrico Carta
 Mandis “silura” Tendas: «Ha fallito»

Il segretario provinciale del Partito Democratico demolisce la gestione del primo cittadino: «Sordo alle riflessioni»

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ORISTANO. Calo dei tesserati (meno 143). Iscritti che salutano a volte anche sbattendo la porta. Problemi a non finire in Comune a Oristano dove tra partito e sindaco (e viceversa) l’amore elettorale è acqua passata per non dire marcia. E da ultimo anche l’esplosione della polemica nella direzione provinciale. Così, dopo anni in cui i mugugni sono rimasti all’interno della sala di via Canepa, adesso il vulcano non riesce più a contenere il magma.

Il segretario provinciale Alessio Mandis sbotta e da accusato veste i panni dell’accusatore in una nota che già dal titolo si annuncia alquanto pesante: «Caro mio Pd, basta ipocrisie». E poi via una serie lunghissima di repliche a chi l’aveva accusato. Lo fa all’interno di una lettura della situazione politica alquanto critica verso gli oppositori interni che certo non mancano nonostante l’esordio sia proprio una risposta a loro e in particolare a Roberto Martani che l’aveva sfidato nelle elezioni per la segreteria provinciale: «Nel Pd c’è ancora una maggioranza ben riconoscibile, che è sfuggita nel Congresso del 2014 alla richiesta di una candidatura unitaria, che voleva ingabbiare il segretario in accordi a tavolino tesi a ingessare il Pd in una mera logica spartitoria. Si è vinto attraverso una normale competizione. Misurandosi sui consensi».

Queste le prime considerazioni di Alessio Mandis che poi prosegue: «Il partito non può parlare attraverso schemi partoriti da vecchie logiche e compromessi al ribasso», che poi sono gli stessi rilievi che dalla corrente di partito risultata minoritaria alle elezioni vengono costantemente mosse allo stesso segretario. Sembra un gioco di echi, poi però l’attenzione si sposta sul problema Tendas: «Due domande se le saranno fatte quei dirigenti che attaccano la segreteria senza accorgersi che, da dirigenti di partito e amministratori comunali a Oristano, non comprendono neppure che il sindaco in città ha fallito. Perché non si può escludere per quattro interi anni un rapporto di dialogo con tre segretari di fila oltre il sottoscritto, i quali, uno dopo l’altro, ne hanno lamentato l’assoluta sordità rispetto alle riflessioni del Partito, e pensare che il problema stia altrove e non a Palazzo degli Scolopi».

E ovviamente il salvataggio rocambolesco del primo cittadino sul bilancio è l’esempio migliore da mettere sul tavolo, ma poi si torna alle questioni a più ampio raggio: «Perché chi attacca il segretario allo stesso tempo prende tempo e rinvia continuamente le riunioni in cui si dovrebbe parlare di proposte concrete da sottoporre ad un’assemblea degli iscritti per l’individuazione di un nuovo leader cittadino, mentre la segreteria provinciale cerca a fatica l’unitarietà che è stata il grande cavallo di battaglia della minoranza proprio nel periodo congressuale». Per Alessio Mandis però: «L’unitarietà era comoda due anni fa, oggi non più, perché la barca del Pd è in crisi a livello complessivo, e scaricare tutto sulla segreteria provinciale è molto comodo, perché non si può attaccare la segreteria e al contempo non partecipare agli incontri sugli enti locali nel 2014, sulla programmazione strategica nel 2015 e sulle trivelle qualche mese fa. Non si può descrivere una segreteria che avrebbe perso il contatto con le persone e al contempo non dire mai una parola su come la si pensa sul Termodinamico di San Quirico, perché dire la verità sulle improponibili idee energetiche di un’amministrazione scollegata dalla città implica molto più coraggio che attaccare il segretario provinciale». E infatti: «Il tempo dell’ipocrisia è finito», conclude Alessio Mandis. Con parole molto simili a quelle di chi lo attacca.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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