La Nuova Sardegna

Oristano

Ladri di cozze scatenati, rubate quasi tre tonnellate

di Enrico Carta
Ladri di cozze scatenati, rubate quasi tre tonnellate

Colpi a ripetizione negli ultimi giorni ai danni della Coop Pescatori Arborea Martedì notte denunciata una persona per ricettazione: ne aveva mezzo quintale

3 MINUTI DI LETTURA





ORISTANO. L’agenda dei ladri è fitta di impegni. Luglio è appena iniziato, ma in pochissimi giorni si sono già portati a casa 2 tonnellate e 625 chili di ottime cozze. Rubate, ovviamente, come quelle trovate nella macchina di una persona nella pineta di Torregrande nella notte tra ieri e martedì. Le cozze ovviamente non rispondono all’appello sulla loro provenienza, però più di un particolare nel confezionamento provvisorio ha permesso agli uomini della Polizia di Stato di riconoscerle e stabilire che fossero quelle prese (senza permesso) dagli allevamenti della Cooperativa Pescatori Arborea qualche ora prima. Alla Polizia era partita una segnalazione da parte degli organismi di vigilanza della Cpa che avevano notato una barca sospetta aggirarsi nel tratto di mare del golfo vicino agli allevamenti e così le pattuglie si sono messe in moto sino al momento di individuare il sospetto.

La spiegazione data agli agenti dalla persona che aveva in macchina le cozze non è stata molto convincente e forse è addirittura servita per peggiorare la situazione: non ha infatti confessato il furto che appariva evidente, ma ha detto di averle appena acquistate da uno sconosciuto incontrato per caso nella pineta di Torregrande, dove evidentemente ci si può recare di notte per acquistare ciò che normalmente si compra in pescheria durante il giorno. Probabilmente se la persona denunciata avesse saputo che il reato di ricettazione è più grave di quello di furto, avrebbe fornito una versione diversa, ma evidentemente non aveva a portata di mano il codice penale.

Altra stranezza: che se ne fa una sola persona di mezzo quintale di cozze? Difficile rispondere anche a questa domanda senza destare sospetti che così diventano quasi certezza. Per G.M. ora si prospettano guai seri con la giustizia. Del resto, il blitz della scorsa notte è figlio di un problema che nell’ultimo periodo si è ingigantito. L’agenda dei ladri, coi furti messi a segno, parla chiaro: una tonnellata rubata il 1° luglio, 750chili il 2, mezzo quintale (quello poi recuperato) il 5 e una tonnellata e mezzo ancora ieri.

I predoni dei mari oristanesi sembrano scatenati e il problema non riguarda solo la Cpa, per la quale due tonnellate e mezzo di cozze, sono una quantità irrisoria. Come ha spiegato l’avvocato Marcello Sequi, legale della cooperativa, c’è infatti un problema sanitario. Il prodotto che proviene dalla Cpa è infatti ben riconoscibile e sottoposto a particolari procedure e controlli sanitari; quello senza etichette che servano a indicarne la provenienza assolutamente no. Sui banchi delle pescherie si rischia così di trovare delle cozze potenzialmente pericolose per la salute di chi le mangia. È per questo che la Cpa ha intensificato la vigilanza nei propri allevamenti e, in caso di furto, inoltra le segnalazioni alle varie autorità di polizia e di controllo dalle quali i ladri stanno invece molto distanti.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google

Primo Piano
Commercio

Bufera nell’ex Carrefour – gruppo Gs, il presidente attacca i dipendenti: «Il cattivo andamento è anche colpa loro»

Le nostre iniziative